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Catania, il consiglio in macerie: dov’è la maggioranza?

CONSIGLIO CATANIA
31 mar 2015 - 21:18

CATANIA - C’è chi della maggioranza ha pesantemente attaccato l’assessore Girlando, chi ha minacciato di chiamare i carabinieri per omissione di atti d’ufficio e chi ha detto – chiaro e tondo – al presidente del consiglio comunale di dimettersi.

Un clima da post bomba atomica in consiglio a Catania. Non si produce più nulla, non si portano delibere importanti e non si programma il futuro. In tutto ciò la maggioranza sembra sempre più sfilacciata e incapace di imporsi.

Con un monologo – in stile Clint Eastwood – ironico e d’attacco ha tenuto banco per cinque minuti il consigliere Sebastiano Arcidiacono di Sicilia Democratica. Solitamente pacato nei toni e negli umori Arcidiacono è tornato con veemenza sul tema delle partecipate evidenziando le promesse dell’assessore e i risultati sinora conseguiti.

 

“Ci doveva essere un consiglio straordinario sulle partecipate e non c’è stato e inoltre - ha affermato il consigliere – chi era quell’assessore che in commissione bilancio affermava che avrebbe portato la delibera sulle partecipate in giunta per poi trasmetterla in consiglio? Lei lo conosce, assessore Girlando, quel tizio che per conto della giunta Bianco assumeva quegli impegni solenni che ora rinnega?”.

Arcidiacono ha accusato l’assessore di avere “una spocchia da professorino” e di non pensare ai 1700 lavoratori delle partecipate. Altrettanto critico è stato il capogruppo di Sd Nicotra che ha ricordato la stasi dell’amministrazione sui dehors, sulla differenziata e sugli asili nido. 

Fin qui la maggioranza. L’opposizione non ha fatto mancare pesanti richieste: Sebastiano Anastasi di Grande Catania ha invitato la presidenza a rassegnare al sindaco la situazione del civico consesso e ha parlato di un “consiglio paralizzato che non riesce nemmeno a dare risposta a interrogazioni sui servizi sociali depositate da 8 mesi”.

Manlio Messina, capogruppo di Area Popolare, ha fatto una disquisizione climatica sulla “primavera di Bianco che non è arrivata, anzi siamo in pieno inverno” e ha promesso che domattina si presenterà in Comune con i carabinieri a seguito di un vistoso ritardo per la consegna di alcuni documento a seguito di un accesso agli atti.

“Verrò con i carabinieri - ha promesso Messina – e denuncerò per omissione in atti d’ufficio. Noi consiglieri abbiamo il diritto di ricevere i documenti e gli atti che chiediamo! Quello che sta succedendo è vergognoso!”. Anche il consigliere Giuseppe Castiglione si farà accompagnare dagli uomini dell’Arma perché una richiesta di accesso agli atti risalente a settembre, in merito alla formazione del collegio dei revisori dello Stabile, è rimasta inevasa.

Getta acqua sul fuoco delle polemiche l’assessore Girlanado in merito alle partecipate: “Penso sia una polemica personale: la norma è chiara. una cosa è il piano dei sindaci che entro il 31 marzo devono adottare e presentare alla Corte dei conti, e la legge di stabilità parla chiaro. Poi gli atti connessi alle decisioni verranno posti all’esame del consiglio e non c’è nessun superamento dei compiti”.

“La querelle - conclude l’assessore - nasce da una dichiarazione in un comunicato di Sd che mi accusava di superficialità. Io potrò anche sbagliare ma non cerco di essere superficiale e non c’era nessun rischio di danno o altre responsabilità dei consiglieri”.

 

 

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Andrea Sessa



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