Attacco

Catania, consiglieri ribollono: Erika Marco e Ludovico Balsamo allo scoperto

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Ludovico Balsamo
19 mar 2015 - 12:39

CATANIA - I consiglieri comunali – in una fase molto delicata per gli equilibri all’interno del civico consesso – escono allo scoperto senza peli sulla lingua.

La consigliera Erika Marco denuncia una discarica a cielo aperto in via Gioviale, a San Nullo. Le immagini parlano chiaramente così come – secondo la Marco – “a rabbia dei genitori che temono per la salute dei loro figli e l’assenza delle istituzioni”.

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“Invitata da alcuni genitori di alunni - spiega la consigliera – che frequentano la scuola Petrarca e dai residenti della zona, mi sono recata personalmente in via Gioviale e davanti al plesso che ospita la scuola media lo “spettacolo” che mi si è presentato non è stato certo edificante soprattutto per una città che cerca di essere civile”.

Erika Marco chiede un immediato e tempestivo intervento dell’amministrazione comunale affinché tutti questi rifiuti possano essere tolti e l’area bonificata.

Mentre il consigliere Ludovico Balsamo, uno dei dissidenti di Articolo 4 che al momento non confluirà nel Pd, ha polemizzato sul tanto contestato movida bus tema di una conferenza dei servizi dell’amministrazione.

“Nonostante sia un tema – spiega Balsamo - che è stato ampiamente trattato nella nostra commissione ed il sottoscritto ha inteso manifestare a tutti la propria volontà di prendere parte alla conferenza non sono stato invitato così come non è stato invitato nemmeno il presidente della commissione viabilità e trasporto”.

“L’ amministrazione - aggiunge – prende sempre più le distanze dal consiglio comunale e prosegue dritto per la sua strada decidendo di eliminare il confronto con chi magari non la pensa alla stessa maniera. Spero non si stia procedendo a nuove chiusure del centro storico e a nuove vessazioni degli stanchi e scoraggiati automobilisti che non hanno ancora dimenticato lo stillicidio di quella folle ordinanza che la stessa amministrazione ha poi riconosciuto fallimentare. Lo scopriremo presto dai giornali…”.

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Andrea Sessa



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