Restauro

Catania, c’è aria di novità. Riqualificare il centro storico? Yes we can

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15 mar 2016 - 12:52

CATANIA - Oltre 5.500 edifici analizzati in un’area, quella del centro storico della città, di 281 ettari in attesa di un restyling appositamente studiato per ciascuno di essi.

Questi gli studi e i rilievi effettuati al termine della conferenza di servizi prevista per la riqualificazione del centro storico di Catania che ha visto l’impegno dell’Amministrazione, degli ordini professionali di ingegneri e architetti, della Sovrintendenza, del genio civile e dei vari rappresentanti delle categorie interessate dal piano di “restauro”.

La città di Catania, prima rispetto a tutti i comuni della Sicilia, ha già trovato l’approvazione al consiglio comunale ed è tutto pronto per passare alla fase successiva, quella che consentirà di rendere operativo il piano di restauro.

Tra le opere di maggior pregio rientrano senz’altro la “trasformazione” dell’area del Vittorio Emanuele nel campus universitario più importante della Sicilia meridionale sia in termini di capacità ricettiva che in termini di innovazione e quella che riguarda l’abbattimento del “recente” edificio antistante l’ospedale Santa Marta, per ridare lustro al “vecchio” stabile che verrà debitamente restaurato.

Secondo l’assessore all’Urbanistica, Salvo Di Salvo, “si tratta del piano di riqualificazione più importante dal ’69 ad oggi che vede la città di Catania come la prima ad aver già approvato in consiglio un’opera così importante”.

Il piano prevede la suddivisione della città di 4 zone che toccano le aree del centro e che saranno, salvi eventuali ulteriori piani di dettaglio, oggetto di restauro conservativo e riqualificazione.

Momento cruciale della misura varata in Consiglio sarà anche quello relativo all’efficientamento energetico degli edifici e della loro rifunzionalizzazione dal punto di vista antisismico. 

Marco Bua



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