Denuncia

Catania, Cbc contro Bianco per aumento dei compensi a consulenti legali

bianco
3 set 2015 - 16:36

CATANIA – Catania Bene Comune con una nota critica la scelta del sindaco Enzo Bianco che ha nominato, lo scorso aprile, quattro consulenti legali esterni per far parte del collegio di difesa dell’ente comunale.

Tra questi vi è il professore Giovanni Grasso, che come spiega la nota è “avvocato personale del sindaco”, l’avvocato Mario Libertini, nel 2000 candidato sindaco sostenuto da Bianco e i legali Pietro Paterniti La Via e Daniela Bolognino.

Per ognuno dei quattro il sindaco ha previsto un compenso mensile di mille euro più Iva.

Però Catania Bene Comune rileva che dopo un anno il primo cittadino ha ritoccato i compensi “decidendo di aumentare il compenso portandolo dai 1000 euro mensili ai 1400 euro, al mese, per ognuno, più Iva e Cpa”.

“In un momento di ristrettezze economiche - attacca CbC – in una fase in cui l’amministrazione comunale dichiara di non avere neanche gli spiccioli per le gravi emergenze che vive la città, il sindaco in persona decide di aumentare le spese per i consulenti esterni, nominati da lui stesso senza alcun controllo. Come se non bastasse pare che il collegio di difesa non fosse attivo nel Comune di Catania da anni proprio per l’esosità del suo mantenimento e sia stato ripristinato in contrasto col piano di riequilibrio finanziario proprio da questa amministrazione”.

Nonostante una richiesta di accesso agli atti sull’attività svolta dal collegio di difesa agli esponenti di Catania Bene Comune non è arrivata alcuna documentazione.

“Quei 100mila euro pubblici l’anno trasferiti dal sindaco Enzo Bianco - aggiunge la nota – nelle tasche di quattro avvocati, nominati quali consulenti esterni, quando il Comune stipendia decine di avvocati dell’avvocatura Comunale, hanno il sapore di insopportabili prebende: alla faccia della città e del buon senso, col coraggio persino di aumentare il loro importo. Catania Bene Comune reputa tale scelta del sindaco un insulto alla città e chiede l’immediato intervento della Corte dei Conti per verificare come sia possibile che tutto ciò avvenga mentre a causa del piano di rientro si tagliano senza alcun criterio i servizi sociali lasciando centinaia di persone senza assistenza e senza stipendio”.

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Andrea Sessa



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