Concerto

Catania, bufera sul Capodanno con Bennato da 100mila euro: “Soldi della tassa di soggiorno spesi male”

Eugenio Bennato
Eugenio Bennato
19 dic 2015 - 10:57

CATANIA - Come ormai da tradizione si rinnova le polemiche per il concerto di fine anno a Catania organizzato dal Comune di Catania.

A finire nel mirino la scelta dell’amministrazione di investire 100mila euro per la notte del 31 con il concerto di Eugenio Bennato – fratello di Edoardo – e di altri 5 gruppi e artisti locali tra cui I Crabs, Antonio Monforte, i Babil on Suite, le Malmaritate e gli Ipercussionici.

Sarebbero eccessivi i 100mila euro previsti e lo scrittore e giornalista Ottavio Cappellani ha scovato una recente prestazione di Bennato con i Lautari pagata 13mila euro a Enna.

L’opposizione consiliare, con Giuseppe Castiglione di Grande Catania, punta il dito contro il concerto: “In questo momento però il territorio sta attraversando un periodo fortemente difficile caratterizzato da una crisi economica senza precedenti con la perdita di migliaia di posti di lavoro. Considero eccessivo l’impiego di 100mila euro per una singola, seppur importante, manifestazione come quella di piazza Duomo della durata di alcune ore. Insieme a tanti componenti dell’opposizione ci chiediamo se non era meglio utilizzare questo denaro attraverso la realizzazione di più eventi ottimizzando così la spesa economica e operando con l’oculatezza di chi sa gestire bene le risorse di una grande città come Catania”. 

“Già in passato questa maggioranza – ha proseguito Castiglione - ha dato dimostrazione di non saper cogliere le reali esigenze del territorio agendo senza confronto oppure senza ascoltare le diverse componenti politiche e sociali come nel caso di piazza Federico di Svevia oppure di Corso Delle Province. Oggi centomila euro rappresentano uno spreco che la città non si può permettere”.

Mentre il consigliere del Pd Niccolò Notarbartolo punta su una diversa gestione dei tempi che avrebbe permesso una maggiore visibilità dell’evento.

Anche Nico Torrisi, in qualità di presidente regionale di Federalberghi, è intervenuto specificando di “non voler entrare nel merito della scelta artistica ma di una mancata programmazione dell’evento mirata a una promozione turistica del territorio”.

“Qualunque evento si definisce turistico quando genera pernottamenti - spiega Torrisi - e i lavoratori e gli imprenditori del settore devono essere messi in condizioni da poterlo vendere. Un evento deve essere promosso per tempo e non comunicato neanche due settimane prima”.

Inoltre Torrisi sottolinea come parte dei soldi investiti nel “concertone” di fine anno derivino dalla tassa di soggiorno: “Bisogna farne un uso adeguato: è una tassa che si paga per la promozione turistica del territorio ma in questo modo non si crea promozione. E’ chiaro che le persone non possono arrivare da fuori. Apprezzeremmo conoscere le altre offerte che sono state fatte in busta al Comune per l’organizzazione dell’evento e abbiamo espressamente chiesto di avere una programmazione mirata e diversa per il Capodanno. Già da marzo si può cominciare a lavorare per il 31 dicembre per realizzare una promozione adeguata con un ritorno in termini turistici per la città”.

 

Commenti

commenti

Andrea Sessa



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento