Intervento

Catania, Arcidiacono sul teatro Stabile: “Scelta del direttore con una selezione pubblica”

arcidiacono
14 gen 2016 - 13:22

CATANIA - Sulle vicende del teatro Stabile, che ha recentemente cambiato i vertici, è intervenuto il vice presidente vicario del consiglio Sebastiano Arcidiacono che ha chiesto al cda di scegliere il nuovo direttore in base ad una selezione pubblica per dare “una svolta anche di metodo alla vita del teatro”.

Per Arcidiacono “il cda del Teatro Stabile insieme ai soci principali (Regione, Libero Consorzio dei Comuni e Comune di Catania) dopo gli strappi delle ultime settimane deve necessariamente imprimere una svolta realmente innovativa”.

Trasparenza è la parola chiave per il consigliere che cita gli esempi di altre autorevoli istituzioni come il Teatro Stabile di Genova e l’Inda di Siracusa.

Con una selezione pubblica, secondo Arcidiacono, si ricondurrebbero tutte le illazioni (alcune delle quali davvero sgradevoli) nel naturale alveo del confronto libero, autonomo e trasparente tipico del mondo culturale, eliminando ogni residua opacità sulla potenziale invadenza dei partiti politici in ambiti che non gli appartengono”.

“In questo modo il teatro – aggiunge il vice presidente vicario - farebbe un salto di qualità anche nel metodo, affidando la decisione per esempio a una terna di autorevoli esponenti della cultura nazionale per scegliere un Direttore estraneo a ogni condizionamento e pertanto solo sulla base del curriculum e delle attitudini mostrate sul campo in concorrenza sul merito. Potrebbe essere questo il modo per ripartire alzando il livello del dibattito, rassicurando con un gesto forte di chiarezza e autorevolezza i lavoratori e gli artisti seriamente preoccupati, giustamente, per le sorti della stagione in corso ma anche per il futuro e la sopravvivenza stessa della storica istituzione culturale catanese. Bene hanno fatto in questo senso alcune organizzazioni sindacali a pretendere unità e autorevolezza degli organi di vertice in questo momento di svolta per il Teatro Stabile, ma è tempo che si guardi avanti come stanno facendo in altre parti d’Italia”.

 

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Andrea Sessa



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