Toponomastica

Catania, Anastasi: “Togliere l’intitolazione a Cialdini di una via cittadina”

anastasi
25 mar 2015 - 10:36

CATANIA - Il consigliere comunale di Grande Catania Sebastiano Anastasi, componente della commissione toponomastica, già da tempo ha chiesto di eliminare intitolazioni a vie e piazze a personaggi “incoerenti” con la storia cittadina e meridionale.

Il consigliere si scaglia contro l’intitolazione a Cialdini “un generale che durante il Risorgimento si è macchiato di stragi e violenze”.

“Persino numerosi comuni del nord Italia – aggiunge Anastasi - hanno eliminato questo nome dalla toponomastica cittadina. Ma alla mia proposta, a “costo zero”, ancora oggi a quasi un anno di distanza, non è arrivata alcuna risposta”.

La via si trova nel rione Carcaci, vicino al centro polifunzionale di San Leone che verrà aperto a breve e dove si troveranno gli uffici comunali come l’anagrafe.

Quindi via Cialdini diventerà una delle arterie più trafficate di una vasta area che da piazza Eroi D’Ungheria arriva fino a piazza Risorgimento, da qui la richiesta di Anastasi: “Una strada pertanto che non può più essere intitolata a Cialdini: una figura non proprio positiva per la storia del meridione visto che parliamo di un personaggio risorgimentale, politico e militare controverso, protagonista della repressione tra Benevento e Gaeta, nel 1861, un personaggio che si macchiò di stragi”.

E il consigliere cita i numeri delle uccisioni volute da Cialdini: oltre 8mila fucilati, mille case bruciate e 6 paesi completamenti arsi dalle fiamme.

“Non ho nessuna intenzione di fare revisionismo storico - continua Anastasi - ma, piuttosto, punto a dedicare questa via cittadina a personaggi degni dell’attenzione dell’intera comunità catanese ed infatti ho proposto, ancora inspiegabilmente senza ascolto, di cambiare la denominazione toponomastica di via Cialdini a favore delle vittime di mafia nell’attentato compiuto a Pizzolungo nel trapanese nel 1985″.

“In quell’occasione - conclude l’esponente di Grande Catania - Cosa Nostra voleva uccidere il magistrato Carlo Palermo e invece causò la morte di una mamma, Barbara Rizzo, e dei suoi figli gemelli di sei anni Salvatore e Giuseppe Asta “colpevoli” solo di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dedicare la strada ad una donna che insieme ai due piccoli figli si è trovata inconsapevolmente travolta dalla brutalità mafiosa mi sembra un atto dovuto alla vera storia della nostra terra”.

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Andrea Sessa



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