Intervista

Cataldo Salerno caustico su Crocetta: “E’ un distruttore”

cataldo salerno
Cataldo Salerno
27 set 2014 - 06:00

ENNA - Il suo nome è stato per alcuni giorni al centro delle cronache politiche regionali per un posto da assessore. Viene da Enna, la “patria” di Mirello Crisafulli. Quello che le elezioni le vince anche “con il sorteggio”.

Il tanto famigerato rimpasto, richiesto dal segretario regionale del Pd, non è avvenuto. E probabilmente mai avverrà. Cataldo Salerno rimane protagonista della vita politica ennese. Presidente dell’università Kore di Enna ed ex presidente della Provincia per il centrosinistra. Ha spesso bruciato le tappe, divenendo ispettore ministeriale della pubblica istruzione a soli 33 anni: il più giovane in Italia e nel 2005 ha fondato l’ateneo che presiede.

Recentemente Salerno ha chiesto agli atenei siciliani di unire le forze per “sfiduciare il presidente Crocetta”.

- Presidente cosa pensa dell’attuale governo della Regione?

“Penso che questa presidenza della Regione non abbia prodotto altro che parole in un contesto economico e sociale che richiede provvedimenti. Si è andati avanti a denunce quando, invece, servono provvedimenti”.

- Il presidente Crocetta è nell’occhio del ciclone, eppure in lui erano state riposte le speranze del centrosinistra…

“Crocetta ha demolito tutto: le province, la formazione, la burocrazia e non ha costruito nulla. Non ha concepito un’alternativa. Per il primo anno può andar bene distruggere, ma nel secondo non sono state date risposte. Poi quando ha bisogno dell’approvazione di una legge diventa tenerissimo con l’Ars, quando non ne ha di bisogno torna ad aggredirla. Altri tre anni di Crocetta sarebbero la pietra tombale per la Sicilia. Non ce l’ho con lui come persona ma come politico: meritiamo un governo regionale che non sia come la giunta di un piccolo paese”.

- Di recente lei ha lanciato un appello agli atenei siciliani per “sfiduciare” il presidente. Per quali ragioni le altre università dovrebbero seguirla?

“Le università stanno subendo un’assenza politica gravissima. Non c’è diritto allo studio, gli Ersu sono commissariati, quello di Enna ancora attende la nomina del presidente. Tutta la Sicilia è commissariata: abbiamo abolito le province ma rimangono sempre in piedi. Questo stato di cose danneggia gli atenei. Io mi sono rivolto alle università non solo per tutelare gli interessi della cultura ma perché al loro interno ci sono teste pensanti e intellettuali che sanno benissimo che la Sicilia non potrà andare avanti in questo modo”.

- E una volta raccolto l’appello quale sarebbe il passo successivo?

“Quello di commissariare il governo regionale e trovare una quadratura per gestire l’emergenza. Il governo nazionale deve trovare la forza per intervenire in Sicilia. Se non si porrà rimedio a questa situazione rischiamo che la rivoluzione, invece di Crocetta, la farà la gente perché è esasperata”.

- Lei è stato uno dei papabili assessori. Alla luce del suo pensiero sul governatore avrebbe accettato di far parte del suo governo?

“Assolutamente no. Non è stata un’ipotesi plausibile. Io non ho i requisiti per fare l’assessore di Crocetta: non riesco a fare il cameriere. Rispetto i suoi attuali assessori ma io non sarei riuscito a farlo e fortunatamente non posseggo certi requisiti”.

- La provincia di Enna lamenta di essere marginalizzata dalla politica regionale. Lei è d’accordo?

“Le ipotesi di presunte ritorsioni nei confronti della provincia di Enna risalgono al governo Lombardo. In quel periodo è stato commissariato tutto. L’Asp negli ultimi dieci anni è stata commissariata per otto e ora lo è da due mesi! La mia provincia ha avuto uno scatto d’orgoglio negli ultimi vent’anni con una classe imprenditoriale capace che ha creato un modello di sviluppo. Dopo le proteste per la discarica nella Valle del Dittaino Enna è stata guardata male e con la scusa della piccolezza della provincia hanno cercato in tutti i modi di commissariarla. Quello che è successo con Lombardo sta accadendo adesso con Crocetta, c’è piena continuità”.

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Andrea Sessa



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