Polemica

Il “caso” Vittoria del Movimento Cinque Stelle tra antimafia, candidature e querele

borrometi
Mario Giarrusso e Paolo Borrometi
10 nov 2015 - 06:00

VITTORIA - “Di sicuro c’è solo che è morto”. Era questo il titolo del reportage del grande giornalista Tommaso Besozzi sulla morte, misteriosa, del bandito Giuliano. E nel caso esploso all’interno del Movimento Cinque Stelle di Vittoria di sicuro ci sono tre querele per diffamazione da parte di un senatore della Repubblica pentastellato e di un giornalista nei confronti di tre attivisti del Meetup ipparino. Il resto sono ipotesi, racconti sussurrati, post su Facebook e voci di corridoio.

I FATTI. Nella città in provincia di Ragusa c’è grande fermento per le prossime elezioni amministrative. Il sindaco Pd uscente non potrà ricandidarsi e, in un quadro molto confuso, il Movimento Cinque Stelle potrebbe rappresentare la valvola di sfogo per un elettorato deluso e sfiduciato. Le vittorie prima nel capoluogo di provincia e poi nella vicina Gela hanno ringalluzzito le truppe pentastellate che hanno intensificato la loro attività politica e le loro riunioni alla ricerca del candidato giusto, consci dell’importanza della partita.

Diversi i nomi circolati e pare che proprio su questo delicato punto vi siano state visioni differenti. I papabili erano Ciro Torre, Irene Nicosia, l’ex assessore Piero Gurrieri (che ha smentito) a cui si sono aggiunti Rino Strano (ambientalista della prima ora) e Valentina Argentino.

Fin qui sano dibattito all’interno di un movimento politico. Il casus belli è esploso da qualche giorno: tre attivisti grillini sono stati querelati dal senatore etneo Mario Giarrusso e dal giornalista Paolo Borrometi per diffamazione. Tra loro vi è Ciro Torre, colui che finora ha firmato i comunicati stampa dei grillini, oltre che Nicola Marchese e Giovambattista Gulino. 

LO SCONTRO. A mettere nero su bianco l’accaduto è il direttore de La Spia Paolo Borrometi. “A Vittoria è accaduto l’impossibile e l’incredibile” ha scritto in un articolo il giornalista attualmente sotto scorta per le minacce ricevute dalla mafia.

Proprio per alcuni articoli su alcuni pregiudicati dell’ipparino Borrometi, anche via Facebook, è stato ripetutamente intimidito. Intimidazioni che, secondo Venerando Lauretta ossia l’autore stesso delle minacce, sarebbero state inventate dal giornalista.

Un’accusa rilanciata in un post su Facebook e che sarebbe stata condivisa anche in gruppo on line del Movimento 5 Stelle di Vittoria.

“Nicola Marchese – scrive Borrometi – all’interno di un gruppo su Facebook del Movimento 5 Stelle, scrive a sua volta un nuovo post pieno di accuse, bestialità, follie, nei miei confronti e nei confronti del capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Mario Michele Giarrusso”.

Anche Torre e Gulino, secondo il giornalista, avrebbero scritto “gravissime calunnie”. Ovviamente si tratta di circostanze tutte da verificare e c’è, al momento, l’opposta parola dei contendenti sul tavolo e nulla più.

LE REAZIONI. Da qui la rottura totale all’interno del Movimento con accuse incrociate: da una parte la reazione della linea antimafiosa dura e pura, dall’altra quella dei “dissidenti” che hanno parlato di dittatura argentina.

“Sono stati attaccati dei componenti del Movimento e un giornalista – spiega a NewSicilia.it Giarrusso – con le parole di un mafioso. Si tratta di un fatto gravissimo e abbiamo denunciato e preso provvedimenti”.

Poi il senatore, in maniera molto concisa, ha detto che “non vi è alcun problema legato al candidato che verrà scelto quando sarà il momento”.

Abbiamo provato a contattare gli altri attori della vicenda ma tra telefoni che squillano a vuoto e “no comment” non possiamo aggiungere le loro versioni se non quella del signor Gulino che ha pubblicato su NotizieNazionali una lunga e circostanziata lettera aperta dove dice che “la carriera da eroe dell’antimafia di qualcuno non sarà accresciuta dalla mia pelle” e respinge al mittente tutte le accuse.

IL POST. Però il post incriminato, che sarebbe stato cancellato, non siamo riusciti a reperirlo. Perché il sito La Spia non l’ha pubblicato? 

Intanto in giornata è arrivata la reazione anche dell’onorevole grillina Vanessa Ferreri che ha espresso solidarietà a Giarrusso e a Borrometi: Ai due guerrieri che combattono la mafia, e a tutti coloro i quali prendono le distanze da ogni sistema criminale, va tutta la nostra solidarietà. Non possiamo più permettere che in Sicilia vengano screditate o colpevolizzate le azioni di chi va contro un sistema marcio”.

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Eppure quando Maurizio Ciaculli, imprenditore vittoriese che ha denunciato i trucchi della gdo pagando un prezzo altissimo, ha adombrato “giochi di potere” è stato minacciato di querela dal senatore Giarrusso.

Di sicuro, allora, ci sono solo le querele. Al momento.

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Andrea Sessa



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Un pensiero su “Il “caso” Vittoria del Movimento Cinque Stelle tra antimafia, candidature…

  1. turimigliore

    Come sempre ci si limita al caso specifico, perché di casi altrettanto gravi ce ne sono stati altri negli anni scorsi. In realtà il sedicente meetup di Vittoria sarebbe dovuto essere esautorato già 3 anni fa, quando si sarebbe dovuto comprendere ciò a cui avrebbe portato il cementificarsi di un gruppo assolutamente improprio e dalle modalità raccapriccianti come è stato quello di Vittoria sin dalla sua nascita. Io, che nel 2012 ho partecipato per mesi a quel meetup, ho allertato in tutti i modi sulla situazione abnorme che si stava venendo a creare a Vittoria. L’ho fatto con Vanessa Ferreri, con i portavoce acatesi (di cui la Ferreri è espressione), con lo staff nazionale e con Grillo in particolare. Ovviamente le responsabilità maggiori ricadono sulla portavoce provinciale che è Vanessa Ferreri, ma anche sull’immobilismo del M5S di Acate, che ha fatto per anni orecchio da mercante, quando invece avrebbe dovuto pressare sulla Ferreri affinché il meetup di Vittoria venisse sciolto subito e “senza se e senza ma”. In realtà, tra il M5S Acate e la Ferreri, da anni non scorre buon sangue (anzi non ne scorre per niente), ed onestà (intellettuale) vorrebbe che il M5S Acate sfiduciasse la Ferreri, anziché fare i “separati in casa”. Anche questa è modalità da gattopardi.

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