Lo scontro

Caso Riscossione, Fiumefreddo (forse) verso le dimissioni

Antonio Fiumefreddo
14 mar 2017 - 19:37

PALERMO - Potrebbero essere le ultime ore da amministratore di Riscossione Sicilia. L’avv. Antonio Fiumefreddo, alla luce dei recenti roventi scontri con il presidente dell’Assemblea Regionale Sicilia Giovanni Ardizzone, sarebbe seriamente intenzionato a lasciare l’incarico affidatogli due anni fa dal governatore Crocetta.

Come riportato da Blog Sicilia oggi a Roma, davanti alla Commissione parlamentare Antimafia, il titolare dell’ufficio di presidenza di Sala d’Ercole è stato particolarmente duro e deciso. “L’Assemblea regionale sicilianaha detto Ardizzoneviene rappresentata come un coaugulo di criminali che non vuole ricapitalizzare Riscossione Sicilia chissà per quali motivi. Io a tutto questo non ci sto. C’è un condizionamento dell’Assemblea, si è avviata una campagna mediatica che non mira a risolvere i problemi di Riscossione Sicilia: non lo dico io ma i sindacati. Posso concepire che Fiumefreddo venga in Commissione con atti segretati – ha detto – ma non si fa il giro di tutte le trasmissioni televisive, questa è una antimafia di facciata, è voler trarre un beneficio di tipo politico: se sono amministratore non ho bisogno di sbandierare ai quattro venti quello che ho fatto. Si vuole fare carriera politica mentre bisognava fare un disegno strategico che non è stato fatto dal governo regionale“.

Ardizzone ha anche aggiunto che Riscossione Sicilia non ha presentato alcun Piano industriale: “C’è un forte attacco mediatico messo in atto da questo amministratore: sulla ricapitalizzazione, non voteremo con serenità“.

La risposta di Fiumefreddo non tarda ad arrivare. L’amministratore di Riscossione Sicilia, che domani dovrebbe incontrare il governatore Rosario Crocetta per parlare del suo possibile disimpegno dal vertice della partecipata, contrattacca: “Dal presidente Ardizzone che ha chiesto d’essere ascoltato in Commissione nazionale Antimafia è venuto un imbarazzato e balbettante silenzio sulle mie denunce. Non una parola sugli appalti irregolari fiscalmente, non un cenno sulle tasse chieste alle multinazionali del petrolio e mai incassate prima, non una sillaba sull’aggressione dei patrimoni criminali aggrediti per la prima volta in Sicilia, silenzio anche sui deputati indagati per fatti gravissimi ed inadempienti col fisco. Unica preoccupazione di Ardizzone la difesa, invero impossibile, del Palazzo del potere e l’ossessione di farmi fuori da Riscossione Sicilia”.

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA