Regione

Caso Ingroia, era proprio il caso di affidargli “Sicilia e Servizi”?

ingroia21
8 mar 2017 - 17:25

PALERMO - Antonio Ingroia, l’ex pm della Procura di Palermo, l’ex candidato alle politiche del 2014 e attuale amministratore unico di “Sicilia e Servizi”, società a capitale pubblico che gestisce i servizi informatici della Regione Siciliana, risulta accusato di peculato commesso tra il 2014 e il 2016 per rimborsi di viaggio esorbitanti, pari a 30 mila euro, e una indennità di risultato pari a 117 mila euro rispetto agli utili che ammontano soltanto a 33 mila euro.

A prescindere se sia legittima o meno la somma di denaro che Ingroia, per quello che dice l’accusa, si è messo in tasca, sorge spontanea la domanda: ma se la Regione siciliana risulta col “culo per terra” visto che non ha neanche i mezzi finanziari per poter chiudere il bilancio di previsione ed ancora annaspa sul provvisorio; e visto ancora che l’ex magistrato Ingroia è stato un operatore di Giustizia in passato e non un manager né di industria né di commercio, non sarebbe il caso di verificare anche le responsabilità di chi l’ha messo a capo di Sicilia e Servizi? Se oggi, in tutte le società, anche a livello privatistico, le nomine del CDA, dell’AD, di revisori dei conti, dei responsabili unici, debbano essere suffragati da determinati titoli consolidati, di una certa caratura professionale, invece, per il dott. Ingroia tutto ok. E poi il presidente Crocetta, visto che l’ex pm aveva lasciato la magistratura e si era prestato alla politica con scarsi risultati, avrà pensato bene di dargli un posto di lavoro e fargli guadagnare qualcosa (?) mettendolo a capo di una società dal bilancio in rosso, ma gli utili ottenuti nei tre anni sono serviti solo a Ingroia.

Piange il cuore, dover trarre conclusioni del genere, ma purtroppo è l’amara realtà di una Regione lasciata allo sbando totale.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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