Vertenza

Caso Almaviva. I sindacati commentano la bocciatura: “Temiamo sia la Termini dell’era 2.0″

Almaviva-marcellini
4 mag 2016 - 11:53

PALERMO - “I dipendenti di Almaviva, anche a Palermo, dico no all’ipotesi di accordo tra azienda e sindacati sulla solidarietà in cambio dello stop ai 3 mila licenziamenti annunciati, dei quali 1.670 soltanto nel capoluogo siciliano.

I lavoratori del capoluogo regionale si sono espressi a larga maggioranza per il No all’intesa, 2519 hanno votato no E 110 si”.

Lo scrivono in una nota Antonio Vitti, segretario provinciale di Palermo dell’Ugl Telecomunicazioni e Riccardo Catalinotto, Rsu Ugl in Almaviva.

“La vertenza per i 3.000 licenziamenti dichiarati dall’azienda per Palermo, Roma e Napoli – aggiungono – rimane aperta. È necessario che il Governo conceda ai lavoratori di Almaviva gli ammortizzatori sociali come Industria, così come per i lavoratori dei committenti di Tlc, adesso si riaprono ii tavoli istituzionali e nessun posto di lavoro deve esser e perso. Domani azienda e sindacati torneranno a riunirsi a Roma”.

Ma sulla vicenda interviene anche il segretario provinciale della Slc Cgil di Palermo Maurizio Rosso, commentando la bocciatura: “C’è una coscienza diversa, il lavoro nel call center non è più il lavoretto per pagarsi gli studi, è un segmento industriale del Paese. Almaviva non può essere la nuova Termini Imerese dell’era 2.0. Questa vertenza ha tante analogie con quella Fiat. Ma va risolta subito, la Regione deve proporre politiche industriale per questo pezzo fondamentale dell’economia siciliana che è l’industria dei servizi”.

 “Sul piano locale la vittoria del “no” è dovuta – prosegue – anche alla paura maturata dai dipendenti perché il gruppo ha disdetto il contratto di affitto della sede di via Marcellini i lavoratori hanno intravisto in questa scelta aziendale un segnale di fuga”.

“Basta gare a massimo ribasso, servono ammortizzatori sociali dedicati al settore, e per farlo basta modificare il Jobs Act. spero che il governo metta a disposizione del comparto un fondo unico come annunciato – conclude -. Poi chiediamo ad Almaviva di mettere mano agli investimenti, qui in Sicilia è arrivata 14 anni fa ha fatto utili, ma adesso sembra esserci un disimpegno. Servono segnali concreti di radicamento a Palermo. Oggi si sta verificando il contrario”.

Oggi a mettere ai voti la proposta saranno i lavoratori della sede di Catania.

Redazione NewSicilia



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