Immigrazione

Cara di Mineo, Maroni interviene: “Andava chiuso dopo un anno”

maroni
Da sinistra: Roberto Maroni. Matteo Salvini e Luca Zaia
18 set 2015 - 11:29

CATANIA - Il centro d’accoglienza più grande d’Europa finito nel mirino delle inchieste giudiziarie nell’ambito di Mafia Capitale per il suo “ideatore” Roberto Maroni andava chiuso dopo un anno.

Fu proprio Maroni, nella figura di ministro del governo Berlusconi, a spingere per l’istituzione del “villaggio della solidarietà” per tamponare gli ingenti arrivi derivanti dalla primavera araba.

“Quando ero ministro ho aperto il Cara di Mineo – spiega l’attuale governatore lombardo – perché c’era un’emergenza: sono arrivati in 20.000 dalla Libia ma l’anno dopo andava chiuso. Se dopo 4 anni che non sono più ministro e uno ammazza qualcuno, la colpa è di chi ha mantenuto la struttura che non era più necessaria”.

E le polemiche sembrano indirizzate verso il governo Renzi e il ministro degli Interni Angelino Alfano duramente contestato dalla Lega e da Matteo Salvini che più volte ha fatto delle visite ispettive al Cara di Mineo. 

Intanto da oggi saranno avviate le operazioni di sepoltura delle salme dei migranti, giunte a Palermo con lo sbarco del 27 agosto scorso, trattenute a deposito nel container frigorifero nel cimitero dei Rotoli.

“Oltre alle cinque salme, già seppellite – spiega l’assessore alla partecipazione e ai servizi cimiteriali, Giusto Catania - sono state riconosciute altre otto salme, cittadini pachistani che saranno trasferiti nelle loro città d’origine. Il resto delle salme sarà trasferito nei comuni limitrofi della Provincia che hanno danno disponibilità. Domani dieci saranno trasferite al cimitero di Misilmeri”.

Il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia Leoluca Orlando ha anche ribadito il suo ringraziamento “ai sindaci e alle comunità locali che da domani accoglieranno queste salme di persone che hanno perso la vita perché terribili strumenti di tortura, quale il permesso di soggiorno, impedisce il diritto alla mobilità umana”.

Commenti

commenti

Andrea Sessa



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Lascia un Commento