Scontro

Caos rifiuti, Sicilia in crisi. Faraone contro Crocetta: “Poche riforme e solo dietro minaccia del Governo”

crocetta
10 mag 2016 - 11:20

PALERMO - “Stiamo cercando di dare un aiuto alla Sicilia condizionandolo alle riforme. Le pochissime riforme di questa legislatura sono state fatte per costrizione, sotto minaccia costante del Governo, che ha detto ‘o fai le riforme o non ti aiuto. Così non si può andare avanti. Eppure questa Regione dovrebbe sentire da sola il bisogno di cambiare”.

Il terzo affondo in pochi giorni è del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che ancora una volta attacca Crocetta come già aveva fatto, di recente, su Formazione e rifiuti.

Il teatro delle dichiarazioni di Faraone è stato il primo meeting regionale di Confimprese Palermo dal titolo “Sviluppo@zione-Strategie per il progresso della Sicilia”.

Faraone, nemico giurata dello Statuto Autonomistico che alla Leopolda siciliana di aprile aveva cambiato idea divenendo difensore dello statuto, torna ad attaccare l’Autonomia “Lo Statuto sta diventando un argine continuo a tutto. Nel resto del Paese c’è un Governo che corre e noi dovremmo correre di più. Dobbiamo mettere in campo misure radicali”.

Al centro del dibattito non smette di esserci il Commissariamento della Sicilia nel settore dei rifiuti e la riforma annunciata in arrivo in giunta per questa settimana. Proprio ieri Crocetta aveva aperto a soluzioni ‘romane’ anche se proseguendo sulla strada della richiesta di tempo e misure straordinarie “Se il governo centrale vuole portare la spazzatura all’estero faccia pure – aveva detto il governatore – se invece ci autorizza a utilizzare le prerogative previste dalla legge per avviare l’impiantistica, il problema potrà essere affrontato adeguatamente”.

“Gli impianti ora li stiamo facendo – aveva continuato – stiamo mettendo un argine all’emergenza, però la bacchetta magica con ce l’abbiamo. Un appalto ha dei tempi, quasi tutti gli impianti siciliani si stanno mettendo a norma, altri si stanno realizzando, abbiamo bisogno di qualche mese ancora”.

Intanto fra oggi e domani in segreteria di giunta è attesa la legge di riforma annunciata che dovrebbe cancellare gli Ato ma anche le Srr e dar vita a 9 bacini di raccolta corrispondenti con i territorio delle ex province.

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Redazione NewSicilia



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