Legalità

Cantone ascoltato dall’antimafia isolana: “A Mineo appalto su misura”

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Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione (Anac)
1 dic 2015 - 13:02

PALERMO - Il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone è stato ascoltato dalla commissione regionale antimafia presieduta dall’onorevole Nello Musumeci che ha accolto il magistrato a cui ha fatto visitare palazzo dei Normanni.

Tanti i temi sul tappeto. Su tutti riverbera ancora l’eco dello scandalo Saguto e Cantone ha commentato sul tema: “La gestione dei beni confiscati è una delle grandi occasioni perdute, dello Stato, perché ci sono risultati molto modesti, se non negativi.La Sicilia dovrebbe essere in grado di lanciare un nuovo messaggio sull’utilizzo e la gestione dei beni confiscati e i rischi di speculazione che ci sono attorno al fenomeno dell’utilizzo dei beni”.

Non sono mancate parole durissime sul Cara di Mineo. Per il presidente Cantone l’appalto da 90 milioni, finito nell’inchiesta Mafia Capitale, era cucito su misura per unico soggetto già scelto.

“L’Anac si è occupato in una prima fase del Cara Mineo in sede di redazione di un parere – spiega Cantone sollecitato dalla stampa – Il Consorzio Calatino era stato costituito ad hoc come stazione appaltante, con una logica intelligente che era quella di coinvolgere le realtà locali. Noi abbiamo ritenuto, ben prima di Mafia capitale, che quello era un appalto costruito su misura, caratterizzato dalla eterogeneità di richieste, che andavano da richieste fisiologiche tipiche dei Cara, con i pasti o reinserimento fino alla manutenzione, un appalto così come costruito di fatto per farlo vincere a un unico soggetto”.

“Noi avevamo segnalato in tempo questa vicenda – aggiunge Cantone – il consorzio non ha ritenuto di revocare l’appalto. Anzi, ci ha chiesto di cambiare parere. Alla fine, l’appalto era ancora in corso quando è avvenuta la seconda parte di arresti Mafia Capitale”.

Però il presidente dell’Anticorruzione ha aggiunto un rilievo sulla trasparenza: “Abbiamo bisogno di trasparenza di qualità, di conoscere notizie che riguardano le informazioni dei soggetti che gestiscono gli enti, a cominciare dai guadagni”.

“Speriamo di potere ottenere questo grande risultato, semplificare e rendere più chiare le informazioni – dice ancora Cantone - perché noi evidenziamo spesso carenze di trasparenza e questa nostra capacità di svolgere un controllo approfondito si limita alla mera comunicazione dei dati mancanti”. 

Andrea Sessa



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