Elezioni

Campagna di Crocetta a colpi di… bazooka

Crocetta
6 mar 2017 - 18:54

PALERMO - E così è iniziata la campagna elettorale in Sicilia a colpi di bazooka al veleno, da parte del presidente Rosario Crocetta, nei confronti dell’on. Nello Musumeci, ritenuto da lui stesso il suo principale antagonista. La querelle con lo scandalo di “Riscossione Sicilia” ha già provocato l’inizio di una guerra vera e propria e non una gara democratica per la raccolta di suffragi sulla base di un leale antagonismo.

A supporto di tale caduta di livello da parte dell’inquilino di Palazzo D’Orleans, c’è la chiusura del presidente dell’Ars, Ardizzone, il quale gli si scaglia contro, persino all’Arena di Giletti, con il problema dei vitalizi dei deputati regionali; ed ora anche il deputato del PD, Giovanni Panepinto attacca Crocetta per aver creato un clima assurdo di caccia alle streghe e di sicuro ci saranno nuovi attacchi contro deputati regionali che non hanno permesso lo sblocco delle nuove nomine dei direttori delle Asp e delle aziende ospedaliere; come voler dire a Crocetta “Non ti diamo la possibilità di fare campagna elettorale facendo ancora nuove nomine”.

E si registra ancora una novità su questa “strana” campagna elettorale (si, accontentiamoci di definirla soltanto strana per il momento), Rosario Crocetta viaggia da solo come leader di un movimento, organizzato ieri l’altro e ufficializzato a Catania a colpi di calde “pizze siciliane”, senza minimamente preoccuparsi se il PD lo sosterrà e se altri partiti di sinistra saranno con lui ed ancora senza minimamente pensare di tessere in anteprima una tela di alleanze per competere sia con il centrodestra e sia col Movimento Cinque stelle.

Insomma Crocetta è partito da solo… alla garibaldina, come a voler dimostrare che lui è l’erede di se stesso e che bisogna partire prima con l’idea di fare “sulu dannu”, cercando di distruggere gli avversari, prima, buttando fango mediatico e, subito dopo, tentare con un’azione giudiziaria, tanto lo sa anche lui che i tempi della giustizia superano di gran lunga quelli di una campagna elettorale.

Ma che tempi stiamo vivendo? Va bene che la Sicilia è stato ed è un laboratorio politico, ma se la politica deve essere gestita in questa maniera sicuramente sarebbe meglio devolvere altrove un primato del genere.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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