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“Cambiamenti” in Sicilia, Delrio e Faraone a Messina

Cambiamenti a Messina Faraone Delrio (3)
27 mar 2017 - 19:29

MESSINA - Autorità portuali, integrazione fra aeroporti, interventi sul trasporto pubblico locale, potenziamento della rete ferroviaria interna e collegamento al sistema dell’alta velocità nazionale, riutilizzo a fini produttivi delle stazioni ferroviarie dismesse, completamento delle incompiute stradali, manutenzione straordinaria delle strade esistenti e sfruttare la grande occasione fornita dalla riforma del sistema portuale nello Stretto di Messina.

Tutte queste le idee per lo sviluppo emerse dal secondo pensatoio itinerante di “Cambiamenti”, l’iniziativa voluta dal sottosegretario alla Salute Davide Faraone in giro per la Sicilia.

Esperti si sono confrontati in un primo tavolo su infrastrutture e trasporti a Palermo in apertura dell’iniziativa, per poi spostare il confronto oggi a Messina con un nuovo tavolo e altri esperti per consegnare quanto emerso dagli studi direttamente al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, intervenuto all’iniziativa.

A Delrio i panel di confronto hanno presentato le idee e le proposte venute dai tavoli tematici, dagli esperti messi a confronto. È stata un’occasione per lanciare un percorso condiviso di sviluppo anche per infrastrutture e trasporti come già fatto a Siracusa con il ministro per il Mezzogiorno e la Coesione Territoriale Claudio De Vincenti.

Cambiamenti a Messina Faraone Delrio (2)

Ecco le idee e le proposte.

Porti - Dar vita a un’unica autorità portuale siciliana che si occupi di tutte le strutture portuali che non ricadano già all’interno di una autorità definitiva. “Occorre – ha detto il sottosegretario Davide Faraone – un piano unico di sviluppo strategico portuale, una strategia condivisa e univoca che porti a individuare la strada da seguire tutti insieme. Ogni porto ha una sua tipologia di traffico. È necessario integrare fra loro le specificità e puntare su ciascuna di esse”. Dal Mediterraneo transita il 19% del traffico mondiale che tocca 25 Stati in tre continenti diversi.

Aeroporti – È necessaria una gestione integrata del sistema aeroportuale siciliano, anche in questo caso per una strategia unica. “Anche qui servirebbe un’unica autorità – ha detto Faraone – per mettere a sistema Catania, Palermo, Comiso e Birgi. Lo scopo deve essere tagliare drasticamente le tariffe che sono assolutamente insostenibili. Solo una seria politica in questo senso può arginare l’insularità che penalizza i siciliani. Occorre una idea integrata che permetta di agevolare la mobilità dei siciliani. Per far questo non deve essere un tabù il coinvolgimento anche dei privati”.

TPL (Trasporto pubblico Locale) - Anche in questo settore il coinvolgimento dei privati non deve essere un tabù. “Occorre dire basta all’ostracismo nei confronti di chi vuole investire in questo ambito. Bisogna lavorare per favorire l’integrazione tariffaria tra diverse aziende di trasporto – ha spiegato Faraone – un solo titolo da viaggio bus-ferrovia-tramvia-metrò-pullman extraurbani e possibilmente anche Car sharing”.

Ferrovie – La così detta “cura del ferro” non può riguardare solo le città. Occorre che ci sia un collegamento ferroviario efficiente e questo si deve fare potenziando l’infrastruttura attraverso il completamento delle dorsali Siracusa-Messina-Catania e il raddoppio della Palermo-Catania. “La Sicilia – ha precisato Faraone – deve poi essere raggiunta dall’alta velocità per renderla uniforme al resto del Paese sul fronte dei trasporti”.

Tratte ferroviarie e stazioni dismesse – Esistono in Sicilia 444 chilometri di tratte ferroviarie dismesse, 70 fabbricati ed ex stazioni, 240 case cantoniere e caselli. “Un patrimonio dismesso che non può e non deve rimanere in abbandono, ma che può rappresentare una occasione di sviluppo e riutilizzo - ha detto Faraone -. Queste strutture vanno rivitalizzate. Le tratte ferroviarie dismesse possono essere utilizzate come treni storici e turistici. Caselli e stazioni possono diventare luoghi della memoria, musei, centri esposizione e tanto altro. Attraverso progetti di riutilizzo si può creare nuovo turismo e nuovo lavoro”.

Strade – Le vicende della obsolescenza delle strade italiane sono tristemente note. In Sicilia questo aspetto è forse più grave che altrove, visto che la rete stradale siciliana non è mai stata completata. “Occorre insistere sul cambio di rotta che è stato impresso negli ultimi anni, anzi bisogna accelerare in questo senso – ha spiegato Faraone -. Occorre completare le opere incompiute e destinare ulteriori risorse al restauro conservativo della rete stradale esistente, per troppo tempo abbandonata. Già oggi possiamo contare su un investimento da 220 milioni che va messo a frutto nel migliore dei modi, come si è iniziato a fare”.

Stretto di Messina – Nel più generale sistema dei trasporti esiste una peculiarità che è rappresentata dallo “Stretto di Messina”, da anni considerato un elemento di unione più che di divisione fra la Sicilia e il resto del Paese ma troppo spesso divenuto penalizzante per la mobilità dei siciliani. “Oggi c’è un’occasione forte per lo Stretto di Messina che deve essere colta e non diventare un momento penalizzante: l’Autorità portuale dello Stretto deve rafforzare Messina, non penalizzarla. L’aeroporto di Reggio Calabria – ha detto Faraone – deve diventare sempre più l’aeroporto dello Stretto. Se oggi quella struttura è in crisi, ciò dipende proprio dal fatto che non è riuscito ad essere al servizio dell’intera area dello Stretto. Anche in questa ottica il Ponte sullo Stretto appare indispensabile come lo è per l’alta velocità, che deve raggiungere queste latitudini e per completare il corridoio 5 della rete di trasporti europea”

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Redazione NewSicilia



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