Promessa

Calcio Catania: a che punto è l’impegno del sindaco Bianco per salvare la società?

bianco
6 lug 2015 - 10:56

CATANIA - “Voglio dire ai tifosi che si raduneranno in città che non vi lasceremo soli. Nei prossimi giorni ci daremo da fare seriamente, io ho già preso qualche contatto”.

Con queste parole – nel pieno della tormenta giudiziaria e sportiva che ha investito il Calcio Catania – il sindaco Enzo Bianco, lo scorso 26 giugno, aveva rassicurato i tifosi etnei garantendo un impegno per il salvataggio del titolo sportivo e la creazione di una serie di contatti per poter trovare degli acquirenti interessati.

“È una situazione estremamente difficile - ha aggiunto Bianco - bisognerà verificare se parte del mondo imprenditoriale siciliano e catanese possa essere disponibile, se ce ne saranno le condizioni, per rafforzare la struttura societaria del Catania. Una struttura che attraverserà dei momenti molto difficili. Rimarrò in contatto con la Lega, con la Federcalcio, con gli organismi sportivi e con il mondo dell’impresa. Io ci sarò, perché ci tengo a restituire dignità ad una città che è stata profondamente ferita dall’ultimo drammatico scandalo”.

Adesso, con le scadenze che incombono (il 15 luglio per l’iscrizione alla B e il saldo di spettanze arretrate), di novità sull’impegno del sindaco neanche l’ombra.

Nonostante la forte mobilitazione dei tifosi – con il gruppo “Quando saremo tutti nella Nord” che ha lanciato l’hashtag ‪#‎comprateilcatania1946‬ - all’orizzonte tutto tace.

E la promessa del sindaco? Era stata dettata dalla necessità “mediatica” di dire qualcosa per riempire un vuoto?

Ovviamente la situazione è parecchio difficile e le condizioni per operare non sono di certo facili ma urge trovare qualcuno che possa dare garanzie per non far morire il Calcio Catania e di conseguenza il calcio in città.

In un post su Facebook i ragazzi del gruppo “Quando Saremo Tutti nella Nord” hanno analizzato gli ultimi risvolti e chiosano dicendo: “Pulvirenti anticipa i tempi e fa filtrare che non solo il Catania è in vendita ma che, per agevolare la vendita, si può scorporare Torre del Grifo. Epilogo: se il tentativo di Bianco si rivela un bluff, e magari tra un mese a processo in corso la posizione di Pulvirenti e del Catania si alleggerisce – del resto non ci sono prove di dazioni fatte ai giocatori accusati – questi potrà dire “Avete visto? Il Catania non lo vuole nessuno, solo io sono il salvatore della Patria”. Noi a questo scenario non ci stiamo. Sia chiaro. E ci auguriamo fortemente che gli impegni presi pubblicamente – non la loro versione ridimensionata e corretta – non finiscano in un bluff”.

I tempi stringono e occorrono più che dichiarazioni delle risposte certe per continuare a sperare e a ricostruire.

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Andrea Sessa



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