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Bruxelles boccia spese folli per Grandi Eventi. Resta buco di 70 milioni di euro

SANTA ROSALIA
26 nov 2015 - 17:07

PALERMO - Nella calda estate appena trascorsa, nel pieno della bufera Tutino, è passata in sordina una notizia che avrebbe dovuto scuotere poltrone e coscienze: un buco, una voragine, di 70 milioni di euro nel bilancio regionale. 

Già nel 2012 i commissari europei avevano avanzato aspre critiche nei confronti della rendicontazione delle spese per il Turismo utilizzando i fondi europei. Con i fondi di Bruxelles sono stati finanziati i Mondiali di scherma a Catania (quasi 5 milioni di euro), la settimana tricolore del ciclismo (1,2 milioni) passando dal Sicilian Open (torneo di golf) costato oltre gli otto milioni di euro.  Con i finanziamenti Europei Palazzo di Orleans ha sostenuto il “Cous Cous Fest” di San Vito Lo Capo, Sagre, sfilate di moda tra Palermo e Taormina, infine il Festino di Santa Rosalia che, nel 2011 ha goduto dei finanziamenti europei sia per l’organizzazione, sia per “servizio bar e ristorazione” del Teatro di Verdura. Anche il Circuito del Mito è finito sotto la lente dei commissari che da anni segnalavano, inascoltati, questo dispendio insensato.

Bruxelles adesso boccia le spese folli che, tuttavia, Palazzo d’Orleans aveva anticipato.

Perché è bene ricordare che i fondi per il Turismo nascono con ben altre finalità: stimolare la competitività del settore turistico europeo; promuovere lo sviluppo di un turismo responsabile, sostenibile e di qualità; consolidare l’immagine dell’Europa come insieme di destinazioni sostenibili e di alta qualità; massimizzare il potenziale delle politiche finanziarie dell’Unione europea per lo sviluppo del turismo. Ma “il potenziale di attrazione turistica, in questo caso, è estremamente limitato o inesistente” affermano i funzionari.

E adesso? Resta un buco di 70 milioni; restano le inchieste aperte e da aprire, come il cosiddetto “cerchio magico” di Giacchetto, il project manager, ritenuto la “mente” del comitato d’affari che, secondo la Procura di Palermo, si sarebbe appropriato di svariati milioni di euro destinati all’ente di formazione Ciapi e pilotato diverse gare d’appalto per la gestione della comunicazione dei grandi eventi siciliani; restano soprattutto da stabilire le responsabilità di chi ha agito incurante delle disposizioni europee.

L’ex assessore Cleo Li Calzi ricorda che più volte “ho sollecitato gli uffici preposti ad affrontare la questione“.

Perché chi doveva vigilare non ha vigilato e chi avrebbe dovuto ideare un’efficace programmazione, che dovrebbe davvero essere un volano per l’economia siciliana, ha preferito soffermarsi su eventi che poco o nulla avevano in comune con gli ideali della programmazione europea.

Anthony Barbagallo, neo Assessore al Turismo, dichiara: “Dal mio insediamento in Assessorato è passato meno di un mese ma sin dal primo giorno ho chiesto, e continuo a chiedere, delle dettagliate relazioni, sia sulle spese sia sulla gestione, agli uffici competenti; solo dopo potremo decidere come agire. Nessuno resterà impunito, questo dev’essere chiaro“.

Viviana Mannoia



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