Intervista

Bruno Marziano (Pd): “A Crocetta gli schiaffoni fanno bene”

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L'onorevole Bruno Marziano
9 ott 2014 - 06:30

SIRACUSA - È un Bruno Marziano raggiante quello che raggiungiamo telefonicamente dopo una settimana intensa e faticosa. Il deputato del Pd è stato riconfermato all’Ars e il suo posto a Palazzo dei Normanni era in bilico. Proveniente da una tradizione di sinistra dura e pura Marziano fa chiarezza su queste strane elezioni e sulla rinnovata situazione politica isolana senza peli sulla lingua.

- Onorevole come si sente dopo questa tornata elettorale?

“Mi sento un recordman! In meno di sei anni sono stato eletto tre volte: non penso che ci sia un altro esempio nella legislazione italiana. È chiaro che mi sento rafforzato nella mia missione di rappresentante del territorio siracusano e del Pd. Teoricamente a Pachino ho perso qualcosa ma in queste elezione false, in cui non c’era il centrodestra che ha scelto  di sostenere il mio avversario diretto, è normale. Stessa cosa a Rosolini. Ma non resterà quel piccolo cerchio magico che ha determinato un partito platonico.  Anche a Rosolini appena verrà smantellato questo cerchio magico ci sarà un effetto moltiplicatore a mio vantaggio”.

- Lei ha duramente criticato la nomina di Piergiorgio Gerratana come assessore all’Ambiente, minacciando denunce per voto di scambio…

“Non è pensabile che ci sia una permanenza a lungo di questo assessore nominato per cercare di ribaltare le sorti elettorali. Però vedo che a Crocetta le sberle fanno bene, lo aiutano a ragionare. Questi due schiaffoni di Siracusa l’hanno portato a dire che i cuperliani devono dargli i nomi degli assessori! È chiaro che nel momento in cui si dovesse chiudere questa tensione tra noi, che siamo la maggioranza del gruppo e Crocetta, il primo assessore che fa le valigie è quello abusivo nominato qualche settimana fa”.

- Adesso il presidente Crocetta dice di provare simpatia nei suoi confronti. Cosa risponde dopo gli screzi che ci sono stati?

“A me pure sta simpatico. È un simpatico cialtrone. Lui non ha alcun problema a negare la verità e questa cosa mi irrita perché non capisco se vuole prendere in giro me o sé stesso. Ha utilizzato il suo potere per cambiare le regole in corsa e lo ha fatto platealmente. Cosa voleva fare in più? Questa vicenda mi lascia senza fiato: io avevo i volantini dove dicevo che prima di votare Marziano bisognava votare Crocetta. E mi lascia senza fiato la frase su Pippo Gianni che era diventato il suo riferimento in provincia di Siracusa. Come si fa a mandare al macero un rapporto e un’amicizia?”.

- Non proseguirà nella denuncia per voto di scambio?

“È stata una denuncia di un disegno ben preciso ma non ho intenzione di impelagarmi in vicende giudiziarie. Altra cosa è che se quel disegno fosse andato in porto. Io adesso chiedo di non essere preso per i fondelli: il suo intervento è stato devastante per il seggio che io ho conquistato legittimamente e che per una sentenza farlocca e delinquenziale stavo per perdere”.

- Sono cambiati i rapporti di forza all’interno del Pd tra cuperliani e renziani alla luce della tornata elettorale aretusea?

“Penso che l’area cuperliana sia maggioranza nel gruppo. Noi rappresentiamo saldamente la maggioranza e riconosciamo in Raciti il segretario legittimamente eletto. Così come Crocetta è stato eletto con i nostri voti. Quindi occorre rispettare questi ruoli. Gli abusivi del partito sono altri: ad esempio Faraone chi rappresenta? Non è un componente della segreteria regionale e non è un ministro. È un deputato che non ha alcun titolo per intervenire. Se vogliono i suoi si mettano insieme e lo nominino portavoce. Io non riconosco nessun leader di fatto ma solo di diritto”.

- Chiarito questo punto cosa dovrà fare il Pd?

“Il Pd deve ritrovare le ragioni dello stare insieme ed esse si ritrovano se non c’è nessuno che deve fare il furbo. Non ci deve essere il capo dei furbetti del quartierino. Poi è essenziale un nuovo inizio del governo Crocetta. Si azzeri tutto: si faccia un punto fermo per vedere i tasti di debolezza del governo intervenendo con una nuova compagine amministrativa regionale che sia riconosciuta dalla maggioranza d’aula”.

- La maggioranza spesso ha dissentito con le azioni dei componenti della giunta regionale. Perché?

“Io debbo poter condividere il programma di un assessore. Posso sostenere gli atti della Scilabra che ha fatto disastro di dimensioni planetarie? Voglio sostenere gli atti di un assessore del Pd perché scelti in sede politica”.

- Voterà la mozione di sfiducia nei confronti della Scilabra?

“La voterò. Non condivido una sola virgola di quello che ha fatto. È certo che nella formazione ci siano stati scandali e ruberie e un’azione di moralizzazione è normale da sostenere. Però affamare migliaia di famiglie non è quello che avevamo promesso io e Crocetta in campagna elettorale, ci sono riforme che hanno determinato macelleria sociale”.

- E la mozione di sfiducia a Crocetta la voterà?

“Sono uomo di partito e decideremo nel partito e nel gruppo. Se c’è una volontà di farlo non mi tirerei indietro. Come detto io sono per un nuovo inizio: fermiamoci. E dico a Crocetta di fermarsi prima di cadere nel baratro. Occorre che guardi la realtà e torni ad essere presidente. Riflettiamo insieme e facciamo un governo politico e vero in grado di affrontare le problematiche e di rispondere ai siciliani. Se non sarà così ognuno si assumerà responsabilità di disastro con le rispettive quote”.

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Andrea Sessa



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