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Berretta (PD) “a bombazza” su Striscia, Grillo (M5S) in tackle su via Manzoni

striscia berretta
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16 gen 2015 - 11:48

CATANIA - Il palazzo delle poste di Catania è andato in onda, due giorni fa, su Striscia La Notizia. A realizzare il servizio della trasmissione satirica di Canale 5 è stato “100%” Brumotti che con la sua bicicletta ha fatto il tour di una delle incompiute della città etnea.

La struttura – acquistata nel 2000 dal ministero della Giustizia – doveva ospitare una cittadella giudiziaria ma il Comune etneo avrebbe dovuto ristrutturare l’immobile. Dopo 15 anni il palazzo è l’emblema dello spreco pensando agli oltre 2 milioni di euro spesi per gli affitti delle sedi giudiziarie e ai 27 milioni investiti per l’acquisto della struttura dal ministero.

È intervenuto “a bombazza” il deputato nazionale Giuseppe Berretta, protagonista con il consigliere Niccolò Notarbartolo, di uno scontro fratricida all’interno del Partito Democratico sull’affitto di un immobile in via Manzoni.

Sul tema incalza anche Giulia Grilla, deputata del M5S: “Il concetto di spending review è forse poco conosciuto dall’amministrazione guidata dal sindaco Bianco perché un’amministrazione, che stipula un contratto di locazione sborsando oltre 6mila euro al mese per una struttura con evidenti carenze, certo non applica criteri di buon senso e di risparmio”

La Grillo ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e ha sottolineato le condizioni fatiscenti del locale e l’esosità del canone d’affitto. Quest’ultimo, secondo la parlamentare, sarebbe superiore ai valori dell’osservatorio immobiliare dell’agenzia delle entrate.

Intanto Berretta ha chiesto oggi di confermare il carcere duro per Aldo Ercolano attraverso un’interrogazione urgente al ministro Andrea Orlando.

Nell’atto parlamentare, il deputato catanese chiede al Guardasigilli di ripristinare il regime di carcere duro per il “killer di Pippo Fava”, revocato dal Tribunale di Sorveglianza e ricorda: “Nel corso dell’operazione antimafia Reset svolta dalla Procura di Catania, sono state acquisite intercettazioni telefoniche, trasferite poi negli atti del procedimento, da cui risulta in modo inequivocabile che Aldo Ercolano è tuttora il capo mafia di Catania”.

“Già nell’aprile scorso si è reso necessario un intervento da parte del Ministero per la riattivazione del regime di carcere duro nei confronti del detenuto Ercolano – prosegue Berretta I rapporti della Direzione Nazionale Antimafia, inoltre, lo definiscono l’uomo di maggior rilevanza all’interno delle famiglie mafiose di Catania”.

Per questo, Berretta chiede al ministro Orlando “se, alla luce dell’evoluzione dell’inchiesta Reset e dei rapporti della Direzione Nazionale Antimafia, non ravvisi il perdurare di elementi attestanti la pericolosità sociale del detenuto tali da confermare il regime carcerario previsto dall’articolo 41 bis”.

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Andrea Sessa



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