Dibattito

Ati: “C’è bisogno di chiarezza”. La polemica dei sindaci

acqua
13 mag 2016 - 11:27

CATANIA - Dare un’organizzazione chiara e trasparente all’Ati, assemblea territoriale idrica, “affinché i costi per il servizio idrico non ricadano sui cittadini”.

È questo l’obiettivo di cui si è parlato durante la riunione tra i sindaci e alcuni assessori della provincia catanese. In prima fila tra i presenti, è stato il sindaco di Acicastello, il presidente Filippo Drago, insieme con l’assessore Paolo Politi da Adrano, il sindaco Domenico Rapisarda da Gravina, l’assessore Angela Vecchio da Misterbianco e il sindaco Anastasio Carrà Motta. Ma all’affollata riunione hanno partecipato anche i rappresentanti delle sigle sindacali: Cgil, Cisl, Uil, Ugl, oltre che di Coldiretti, Confindustria, Consorzio Sintesi, Cna, Confcooperative.

In sostanza l’appuntamento è servito ai sindaci per spiegare le ragioni della polemica sollevata poco più di un mese fa, quando i primi cittadini Filippo Drago e Antonino Di Guardo hanno battuto i pugni riguardo alla modifica dello statuto dell’ente, che cambiava di fatto i criteri secondo cui sarebbe stato eletto il nuovo direttore.

Dopo tale modifica, infatti, non sarebbe più necessario che il nuovo direttore, vanti nel suo cv esperienza manageriale e ciò ha fatto storcere il naso ai due primi cittadini che hanno presentato ricorso al Tar.

Parliamo di un momento di grande attenzione rivolta quindi all’Ati, l’organismo subentrato all’Ato per gestire il panorama idrico, che nei prossimi anni dovrà amministrare grandi somme di denaro per l’ammodernamento di tutte le reti idriche in provincia.

A conclusione dell’incontro è stata convocata un’altra assemblea che si riunirà solo dopo che il Tar si sarà pronunciato in modo da stabilire come agire.

Vittoria Marletta



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