Intervista

Assenza (Fi): “I malpancisti del Pd voteranno la sfiducia a Crocetta?”

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2 ott 2014 - 06:00

PALERMO - Mentre Crocetta ha tentato, con una missione romana, di portare acqua al suo mulino le opposizioni si organizzano per calendarizzare una mozione di sfiducia che potrebbe far affiorare le falle della maggioranza. Il Pd, diviso tra cuperliani e renziani, è frantumato sulla fiducia al governatore. L’ala più dura – quella cuperliana sposata dal segretario Fausto Raciti – ha ufficialmente tolto il sostegno al governatore. Le colombe renziane, invece, spingono per imprimere una svolta. Il deputato regionale Giorgio Assenza di Forza Italia traccia un’analisi dell’attuale momento politico e invita i malpancisti del Pd a farsi avanti.

- Onorevole a che punto sono le opposizioni sulla tanto annunciata mozione di sfiducia?

“La stiamo allestendo e la sottoporremo ai gruppi di opposizione, in particolare a quelli di centrodestra. Penso che anche il Movimento Cinque Stelle aderirà alla mozione. Dobbiamo cercare di stanare questa strana maggioranza. A parole il Pd vorrebbe far fuori Crocetta, poi quando si devono votare importanti provvedimenti per il governo si accodano alla volontà del presidente. Vediamo se qualcuno del Pd e dell’Udc si tirerà fuori dalla maggioranza: nelle dichiarazioni alla stampa sono molti quelli che si sono smarcati da Crocetta, ma occorrono i fatti altrimenti le parole rimangono lettera morta”.

- Il Pd ha candidato Rosario Crocetta. Lo stesso Pd che adesso si tira fuori e tiene in ostaggio il presidente. Cosa pensa dei democratici siciliani?

“Il Pd, come ho già detto diverse volte, ha responsabilità enormi. Se è vero che il governo Crocetta è uno dei peggiori della storia della Sicilia è anche vero che la maggioranza che lo sostiene è ancora peggiore. E questo, visto il livello del governo, è tutto un dire. Una maggioranza composta anche da elementi provenienti dal centrodestra che non produce nulla. Le responsabilità del Pd sono gravissime: le varie anime dei democratici sono funestate dalle loro velleità interne e scaricano tutto su Crocetta”.

- Onorevole lei viene da Comiso così come il suo collega Pippo Digiacomo del Pd. Quest’ultimo è stato duramente accusato da Crocetta, il quale ha mostrato alla stampa un foglio con dei presunti raccomandati. Cosa pensa di questa vicenda?

“Su Digiacomo si dice che quella fosse una segnalazione riguardante alcune persone per eliminare delle storture. La stessa cosa l’ha confermata il dottor Aliquò e penso che possa essere vero e che non ci sia nulla di male. Però se esistono delle storture occorre eliminarle tutte e per tutti. Crocetta ha tirato fuori questo asso dalla manica perché era in difficoltà. È triste vedere la maggioranza dilaniata in una guerra di bande contrapposte per la gestione del potere all’interno della sanità. Invece di sistemare la rete ospedaliera si litiga sulle nomine negli ospedali”.

- Quali sono le emergenze che il suo partito intende affrontare?

“La grande emergenza è la disoccupazione giovanile. Occorre un rilancio delle attività produttive e un piano di 3 punti cardine su cui concentrare iniziative importanti. Occorre investire sui nostri settori caratterizzanti: agricoltura e turismo. L’azione di governo sinora è stata insufficiente: basta pensare al flop del Piano Giovani. Dobbiamo tagliare l’assistenzialismo e le sacche di clientele politiche e risistemare settori come la formazione”.

- Il ddl sull’impignorabilità della prima casa ha vissuto momenti poco felici. Al momento della sua discussione e approvazione sala d’Ercole è stata spesso semivuota. Come si spiega questa latitanza parlamentare per un disegno così importante?

“La maggioranza è stata totalmente assente. Si è andati avanti con l’azione dei cinquestelle e del centrodestra. È un tema che a parole tutti hanno sentito proprio ma nei fatti è andata diversamente. Purtroppo, specie nella mia provincia, le aste giudiziarie sono diventate una piaga sociale. Penso al caso del signor Guarascio di Vittoria che circa un anno fa per difendere la propria casa ha compiuto un gesto estremo. Questo ddl è un segnale importante per il governo nazionale, È una sollecitazione della politica regionale nei confronti di Roma e speriamo che si possa avere una legge a tutela della prima casa. È un problema che riguarda tutte le fasce sociali, sia quelle più deboli sia il cosiddetto ceto medio”.

- Su chi conterete per la mozione di sfiducia?

“Sulle forze di centrodestra e sui gruppi che sono stati sempre all’opposizione. Al di là di qualche differenza politica cercheremo di raggiungere un consenso unanime. Sappiamo che non arriveremo a 46 deputati quindi dobbiamo cercare di far uscire le contraddizioni all’interno di questo governo. Sono stanchi di Crocetta? Diano un segnale! Altrimenti si tratta solo di una guerra interna che ha come fine la conquista di posti di potere”.

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Andrea Sessa



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