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Ars, le opposizioni contro Crocetta: “Doveva essere rivoluzione ma è flop”

Nello Musumeci
Nello Musumeci - Foto Davide Bologna
23 lug 2015 - 18:30

PALERMO – “Noi da tempo chiediamo le dimissioni di Crocetta. Non sono state le intercettazioni dell’Espresso, tutte da dimostrare, a fare la differenza. Sono più pesanti le intercettazioni, diciamo così, “vere”, che raccontano un governatore che condizionava pesantemente la Sanità siciliana”.

Ad affermarlo è Giancarlo Cancelleri, del Movimento Cinque Stelle, poco prima di entrare in aula.

“E comunque, anche prima Crocetta aveva dimostrato di essere un incapace dal punto di vista amministrativo”. E quella dei grillini, alla fine della lunga sessione d’Aula, è una delle pochissime voci che chiedono “dimissioni immediate”.

Anche Forza Italia e Ncd hanno infatti posto la necessità di lavorare, prima della fine della legislatura, ad alcune riforme “necessarie per i siciliani”.

Di esperienza di governo da bocciare e da archiviare immediatamente parla il capogruppo dei Cinque Stelle all’Ars, Salvatore Siragusa: “Quella che era stata annunciata come una rivoluzione si è rivelata come il più grande fallimento di sempre. Questo è un governo che ha portato i siciliani alla fame per colpa non solo di Crocetta ma del sistema di potere del suo cerchietto magico, che ha imposto all’Isola due anni di assoluta inadeguatezza politica e amministrativa e ha mostrato tutta la sua continuità col passato. A casa non solo il presidente, ma anche tutti quelli che l’hanno sostenuto”.

“I deputati di maggioranza non hanno difeso la rivoluzione di Crocetta, ma solo la propria poltrona”, afferma Nello Musumeci, antagonista di Rosario Crocetta nella corsa a Palazzo d’Orleans. E aggiunge, chiedendo le dimissioni immediate del governatore: “Noi riteniamo che questa esperienza sia conclusa, definitivamente. Siamo di fronte a una frattura insanabile tra la presidenza della Regione e la stragrande maggioranza del popolo siciliana. Poniamo un limite a questa tragicommedia”.

Una strada che non trova d’accordo il Pd.

“Perché si è pensato di agitare lo scalpo di un governatore che, piaccia o non piaccia, è un simbolo dell’antimafia, proprio nel giorno del ricordo di Paolo Borsellino? Io credo che si volesse dire che tutti sono uguali a tutti”, afferma il neo capogruppo dei democratici all’Ars, Antonello Cracolici, che oggi, fra l’altro, dopo la reiterazione delle dimissioni di Fabrizio Ferrandelli, ha incassato la conferma ufficiale dell’addio del renziano a Palazzo dei Normanni.

Ma è in sala stampa che arriva la lettura di Crocetta della vera causa delle dimissioni di Lucia Borsellino: “Sono convinto che si sia dimessa dopo che qualcuno le ha consegnato un finto dossier. Chi ha dato la bufala a L’Espresso le ha date anche a Lucia e ai Borsellino”.

Antonella Folgheretti

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Redazione NewSicilia



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