Riforma

Ars approva taglio netto a poltrone e gettoni di sindaci, assessori e consiglieri

ars cisl sciopero
24 giu 2015 - 18:06

PALERMO - Quello di ieri è stato un taglio storico per le amministrazioni locali siciliane. La riforma, approvata dall’Ars, ha cancellato 1300 consiglieri comunali, 600 assessori, 102 consiglieri di circoscrizione nelle tre città più grandi (Palermo, Catania e Messina) e altri 100 negli altri Comuni.

A questi numeri si aggiunge la decurtazione dei gettoni del 20% e il taglio – che sarà in vigore al prossimo rinnovo delle amministrazioni – dovrebbe portare a un risparmio complessivo di circa 50 milioni di euro.

Per il deputato Pd Bruno Marziano si tratta di “una legge giusta che equipara la Sicilia al resto dell’Italia: l’unica mia contrarietà rimane la scomparsa delle circoscrizioni e dei consigli di quartiere di Siracusa”.

“La legge appena approvata ieri sulla riduzione della spesa della politica siciliana – ha dichiarato Marziano congiuntamente alla collega Di Marco - allinea la Sicilia al resto d’Italia. Un provvedimento importante che andava approvato per dare un segnale significativo di parificazione, come già come accaduto con l’allineamento dei compensi tra i deputati regionali siciliani e i consiglieri regionali del resto d’Italia. Ci dispiace che l’aula, con un voto a maggioranza risicata, abbia impedito il mantenimento dei consigli di quartiere e delle circoscrizioni a Siracusa: l’emendamento presentato da noi assieme ai colleghi Lupo e Vinciullo con cui si chiedeva che Siracusa potesse mantenere le stesse caratteristiche di Palermo, Catania e Messina, seppur con una diminuzione dei consiglieri, è stato dichiarato inammissibile. Per questo motivo c’è amarezza, perché ciò penalizza l’articolazione democratica in una città di oltre 100 mila abitanti come Siracusa”.

Sono state, però, salvate le commissioni consiliari nei comuni con più di 10mila abitanti nonostante gli scandali di “gettonopoli” avvenuti in alcuni comuni siciliani.

Al centro del dibattito il voto segreto sulla delibera che ha rimandato l’entrata in vigore dei tagli al rinnovo delle amministrazioni. Per l’assessore alla funzione pubblica Ettore Leotta “il governo esprime il proprio disagio per non dire il proprio disappunto, per il voto segreto per una questione attinente alla pubblicità degli atti degli organi dei Comuni. È veramente un comportamento non degno di quest’aula”.

Il presidente dell’assemblea Ardizzone ha subito replicato: “Assessore, si poteva fermare alla prima parte, quello che è degno o non è degno non sta a lei deciderlo, in quanto componente del Governo. Fin quando è previsto il voto segreto, da Regolamento, è tutto legittimo. Non apriamo un dibattito su questo! Scusate, ho una richiesta di voto segreto!”.

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Andrea Sessa



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