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Angela Foti (M5S) tuona all’Ars: “C’è il preciso disegno di far morire le Ipab”

ipab
4 set 2015 - 12:47

SICILIA - “Il tentativo pare proprio quello  di voler far morire le Ipab”. A dichiararlo è la deputata all’Ars del Movimento 5 Stelle Angela Foti. Torna, infatti, a fare scalpore il problema della “difficile vita” condotta negli ultimi anni dagli istituti per la pubblica assistenza e beneficenza, strumenti fondamentali per la realizzazione del welfare, gestiti dalla Regione.

L’affermazione shock della deputata ha risvegliato le coscienze in merito all’argomento. Sono “gravi e inascoltate le problematiche che vivono tali Istituti” ha continuato la rappresentante di M5S che ha presentato due interrogazioni parlamentari all’Ars.

Tali interrogazioni sono volte a “conoscere quali siano i motivi della mancata liquidazione delle spettanze del 2011 per i progetti di potenziamento e miglioramento dei servizi socio-assistenziali gestiti dalle Ipab siciliane e a puntare i riflettori sulle mancate erogazioni e forti ritardi dei contributi previsti per il “servizio 7″ del 2014″.

In sostanza, le Ipab siciliane dopo avere accolto, per tutto il 2011, anziani in centri diurni e aver organizzato attività di socializzazione e incontro, oltre che attività dedicate a persone affette da alzheimer, attendono ancora che vengano erogati i contributi previsti.

Tale fenomeno, ha sottolineato Angela Foti, ha comportato che negli ultimi 4 anni non venissero più emessi bandi per la realizzazione di attività del genere,  fondamentali in una società evoluta in cui la vita media del cittadino continua ad allungarsi.

”Dopo notevoli ritardi e ricorsi - aggiunge la parlamentare Foti - l’assessorato regionale, solo adesso, inizia a liquidare il contributo regionale per il 2014 per le strutture ingiustamente escluse”.

Si tratta dunque di un problema che aumenta la sua eco se si pensa alla differenza con le altre Regioni italiane dove in seguito alla riforma le risorse vengono gestite per rifornire gli istituti degli strumenti necessari ad aiutare il cittadino.

“Nelle altre regioni s’è fatta una riforma in modo che gli istituti si trasformassero in aziende per i servizi alla persona, Asef – spiega Foti – ciò ha comportato che i contributi di integrazione socio assistenziale derivassero da fondi nazionali previsti dall’articolo 10 della legge 328 ma - conclude la deputata – la Sicilia è rimasta fuori da questo meccanismo”.

Ciò che manca quindi alla nostra isola secondo la rappresentante M5S sarebbe la tanto annunciata dalle diverse amministrazioni regionali e mai realizzata riforma. “La politica e la società devono collaborare insieme per strutturare un servizio efficiente: abbiamo ammazzato il pubblico e fatto crescere solo il privato - chiosa Foti - ciò, per la libera concorrenza, è un male”.

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Vittoria Marletta



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