Lavoro

Almaviva, esclusa la delocalizzazione: la reazione dei sindacati

proteste palermo cgil
1 giu 2016 - 09:31

PALERMO - Dopo “l’accordo che chiude la fase dei 3.000 licenziamento in Almaviva si avvia una fase diversa dove il governo nazionale prende impegni su tutto il settore e sulla lotta alla delocalizzazione: un passaggio che si rivelerà utile anche per il territorio catanese”.

Lo rilevano Giacomo Rota e Davide Foti, segretari Cgil e Slc Cgil di Catania.

“Non poteva che chiudersi così – osservano - questa delicata vertenza che teneva sull’orlo del baratro 3000 lavoratori delle sedi italiane; ma anche il nostro territorio avrebbe potuto essere colpito, a causa di un effetto domino devastante. Inizia adesso un nuovo percorso sia per Almaviva che per tutti i lavoratori del settore, che chiedono da anni regole certe e applicazione delle leggi.

Per Cgil e Slc Cgil di Catania “il governo adesso rispetti le intese e metta in campo una vera politica di controllo e crescita di tutto il comparto per evitare che “il sacrificio dei lavoratori coinvolti negli ammortizzatori sociali si riduca a una mera presa di tempo che faccia passare il periodo elettorale”.

“Anche gli impegni presi dalla Regione Siciliana – concludono Rota e Foti - rispetto a politiche attive per questi lavoratori devono essere tangibili e soprattutto esigibili attraverso fondi per la formazione e la riconversione professionale che legata ai fondi per l’agenda digitale sia il futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori”.

Redazione NewSicilia



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