Immigrazione

Alfano a Catania per la sede Frontex: “Situazione libica sta mutando, l’Austria deve ascoltarci”

Alfano Frontex
27 apr 2016 - 19:49

CATANIA - Appena qualche giorno fa il ricordo delle vittime dell’ecatombe in mare avvenuta un anno fa e in cui morirono oltre 800 migranti. Oggi l’inaugurazione della sede Frontex a Catania, gestita dalla comunità europea e che si occupa del tema dell’immigrazione a 360 gradi. Presenti all’incontro di questo pomeriggio con il sindaco di Catania, Enzo Bianco, anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, e il rappresentante della commissione europea Dimitris Avramopoulos.

Una discussione molto importante per fare il punto sul delicato tema dell’immigrazione e con un occhio di riguardo rivolto alla situazione politica in Libia: “Ci siamo attivati molto – spiega Alfano – offrendo la nostra massima collaborazione per trovare degli equilibri politici. Sembra che qualcosa si stia muovendo e che con il nuovo stato si possano studiare delle nuove misure preventive”.

Ma non solo, perché a tenere banco è anche la chiusura delle frontiere austriache su cui il ministro afferma in maniera decisa “che la libera circolazione è tutelata dalle leggi europee. Domani incontrerò il loro nuovo ministro e cercherò di capire le loro intenzioni. Chiudere così le frontiere è una cosa insensata”.

L’apertura della nuova sede Frontex darà un forte contributo nella gestione delle forze in mare e delle risorse e dedicando uno spazio particolare all’analisi del rischio. Ad affermarlo è il rappresentante della commissione europea Dimitris Avramopoulos: “Credo che l’Italia, così come la Grecia, sia il paese dove il problema dell’immigrazione è più accentuato. Ma sono anche sicuro di poter dire che lavora molto bene in termini di sicurezza e accoglienza. In Italia il 92% dei migranti viene identificato. Attraverso l’operazione Triton stiamo potendo monitorare la situazione in tutto il Mediterraneo e vogliamo dimostrare di poter lavorare in stretta sinergia con Italia e Grecia”.

Anche Avramopoulos, poi, fa il punto sulla situazione libica: “Le cose sono cambiate da qualche giorno. Fino ad ora non c’è stato un governo stabile e che abbia fatto da interlocutore. Appena tutto sarà più chiaro saremo i primi ad avviare un dialogo con la Libia”.

Andrea Lo Giudice



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