Dichiarazioni

Alfano apre ad un candidato moderato in Sicilia: “Alle regionali corriamo da soli”

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Angelino Alfano
5 set 2016 - 11:06

CATANIA - Anche il ministro all’Interno Angelino Alfano ha partecipato alla festa nazionale dell’Unità a Catania lanciando per Palazzo d’Orleans l’idea di una candidatura di area moderata.

Il Pd stia attento a non farsi fare enormi danni in Sicilia perché il governo può poi incidere sulle elezioni successive – ha detto Alfano -. Noi vogliamo contribuire e questo è il governo nazionale che ha dato tante risorse alla Sicilia, però crediamo che con la nostra forza potremo proporre una candidatura di area moderata non necessariamente proveniente dal ceto politico, ma da quello professionale per il futuro della Sicilia“.

Alfano ha poi sottolineato: “Noi abbiamo in Sicilia una linea politica del tutto autonoma, non siamo promessi sposi di nessuno stiamo realizzando un grande movimento liberale, moderato e popolare per raccogliere il consenso di tanti milioni di italiani che oggi dicono di non essere del Pd ma anche di non riconoscersi al tempi stesso nella destra di Salvini. Del resto con chi possiamo allearci? Con il Movimento 5 stelle che vuole uscire dalla Nato e la Lega che vuole uscire dall’Europa?“.

Sul un eventuale rapporto politico con Salvini il ministro dell’Interno specifica: “Noi non vogliamo avere a che fare con Salvini che è quello che proponeva il bus riservati ai soli milanesi e che ce l’aveva con tutti i meridionali. Non credo che abbia cambiato cuore, prima che idea. Anche perché è uno che vuole uscire dall’Europa e dall’euro. E uno che in base allo statuto della Lega vuole uscire dall’Italia, e non si capisce in che cosa voglia entrare”, ha aggiunto il ministro dell’Interno“.

Alfano ha poi parlato del motivo principale della sua presenza a Catania, ovvero la campagna per il Sì al prossimo consulto referendario sulla revisione costituzionale: “Il referendum è una straordinaria riforma di questo governo e di questa maggioranza, ma il voto non sarà una valutazione sul nostro operato. Il giudizio sulle politiche dei governi – ha spiegato Alfano – si dà anche in base alla sicurezza, sulla riforma del mercato del lavoro, su quella della pubblica amministrazione, sull’istruzione, sulla tenuta dei conti e sullo sviluppo economico. Tutto questo non è inglobato dal referendum. Abbinare quindi il destino del governo al destino un pezzetto del suo programma sarebbe stato sbagliato e mi fa piacere che Renzi si sia ricreduto su questo“.

Redazione NewSicilia



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