Agricoltura

Agrumi turchi invadono il mercato siciliano, La Via: “Fermiamo lo scempio”

Agrumi stranieri invadono il mercato siciliano, La Via attacca: "Fermiamo lo scempio"
Agrumi stranieri invadono il mercato siciliano, La Via attacca: "Fermiamo lo scempio"
12 ott 2016 - 18:13

PALERMO – L’immediato blocco dell’importazione dei limoni di provenienza turca. Questa la richiesta del presidente della commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, Giovanni La Via.

La Sicilia pur essendo una regione nella quale l’agrumicultura gioca un ruolo strategico per la sua economia, da anni assiste ad una vera e propria invasione di agrumi provenienti da altri paesi.

Giovanni La Via è tornato ancora una volta a sollevare questo caso, che riguarda uno degli ambiti più importanti dell’economia siciliana costretta a convivere con pratiche commerciali sleali e competitor privi di standard qualitativi necessari.

Sempre più spesso – annuncia La Via – i consumatori che si aspettano di trovare nel banco dell’ortofrutta limoni siciliani, si imbattono in limoni provenienti da altri paesi, come il Cile, l’Argentina o la Turchia, quando i controlli su questi ultimi hanno dimostrato casi di presenza di prodotti tossici, come il bifenile”.

In Europa ci stiamo già battendo su più fronti: innanzitutto perché vengano adottati provvedimenti per sostenere il livello dei prezzi del settore, limitando le importazioni di limoni di bassa qualità da paesi terzi e incentivando la produzione limonicola europea. Poi per contrastare le pratiche commerciali sleali talvolta operate dalla grande distribuzione o lungo la filiera a danno dei produttori di agrumi, e perché siano garantite qualità, trasparenza e sicurezza per i consumatori, affinché possano portare a tavola cibo sano e sottoposto a tutti i controlli fitosanitari necessari” continua La Via, chiedendo da subito il blocco delle importazioni con le infiltrazioni di prodotti “non sicuri” nei nostri mercati.

Nei limoni, per esempio, il limite massimo di bifenile, una sostanza che a certi valori può essere tossica, imposto dalla legislazione europea è di 0,01 microgrammi per Kg, e “questo limite - ribadisce La Via – è stato spesso superato nei controlli, almeno in 10 casi, sui limoni di provenienza turca che hanno fatto riscontrare livelli di 8,56 mg per Kg, quindi enormemente superiori al consentito”.

Questa situazione si inserisce in un altro problema già riscontrato da tempo che riguarda la superficie coltivata con limoneti: “Nel 2010 nell’Isola i limoneti si estendevano su una superficie di circa 22.400 ettari, mentre nel 2015 gli ettari sono diminuiti a 17.800”.

Roberta Rapisarda



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