L'accusa

“Accordo Stato-Regione ennesimo bluff di questo governo”: l’attacco del M5s

m5s sicilia
23 giu 2016 - 07:00

PALERMO - Un vero e proprio mutuo da rimborsare con tanto di interessi quello che permetterà di restituire allo stato i 900 milioni trasferiti da Roma all’interno dell’accordo da un miliardo e 685 milioni firmato l’altro ieri tra Stato e Regione. A togliere ogni dubbio è il dossier sulla legge di stabilità 2015 realizzato congiuntamente dai servizi del Senato e della Camera, sul finanziamento dei contributi alle regioni Sicilia e Valle d’Aosta. È questa l’accusa che parte dagli esponenti del Movimento 5 Stelle all’Ars.

Il comma 689 delle legge 208/2015 prevede che il contributo di 900 milioni attribuito alla Regione siciliana sia restituito con accantonamenti crescenti di 9,9 milioni per il 2016, 14,8 milioni per il 2017, 18,2 milioni per il 2018 e 21,2 milioni di euro a decorrere dal 2019″, ciò che si legge nel documento ufficiale.

Quella che il governo Crocetta, Faraone e il Pd hanno spacciato per una grande vittoria – dice il deputato Giancarlo Cancelleriin realtà è l’ennesimo bluff di questo governo, con ricadute sanguinose sulla pelle dei siciliani. Innanzitutto una quota parte sarà da restituire con gli interessi. La concessione di gran parte della restante porzione, 500 milioni circa, invece, è subordinata a una serie di prescrizioni e di politiche lacrime e sangue che, ovviamente, lasceranno il segno sulla pelle dei siciliani”.

L’accordo che ancora una volta – aggiunge Cancelleri – ci viene fatto passare sulla testa, bypassando il parlamento prevede tra le altre cose, dal 2017 al 2020, la riduzione strutturale della spesa corrente in misura non inferiore al 3 per cento e il completo recepimento della legge del Rio, cosa che di fatto azzera tre anni di lavoro a sala d’Ercole”.

L’accordo – dice il deputato Francesco Cappellodi fatto congela lo statuto speciale fino alla prossima legislatura, visto che il governo regionale non ha il coraggio di metterlo in pratica, e quello nazionale non ha la forza di abolirlo. E tutto questo in cambio di briciole e di grandi privazioni per i siciliani. Continuiamo a contribuire in misura rilevante al risanamento delle casse dello Stato in cambio del nulla. I siciliani sono la merce di scambio per la sopravvivenza di questo governo regionale. Ci chiediamo come mai la Valle d’Aosta, pure a Statuto speciale, sempre nel medesimo tavolo abbia raggiunto notevoli vantaggi economici a differenza nostra?”.

Di fatto – commenta il parlamentare Sergio Tancredi si congelano le entrate della Sicilia ad un livello che ne garantisce la mera sopravvivenza, senza possibilità di sviluppo e di recupero del gap economico pluriennale imposto dallo Stato con la compiacenza della politica siciliana”.

Redazione NewSicilia



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