Teatro

A Zafferana un omaggio a Ignazio Buttitta e Rosa Balistreri

Ignazio Buttitta
13 lug 2015 - 07:12

ZAFFERANA ETNEA“Un populu mittitilu alla catina, spuggnatilu, attuppatici la vucca, è sempre liberu. Livatici li travagghiu, lu passaportu, lu tavulu unni mangia, lu lettu unni dormi, è sempri riccu… Un populu diventa poviru e servu si li paroli non figghianu paroli e si mangianu tra di iddi”.

Il 14 Luglio, alle ore 21,00, presso l’«Anfiteatro Falcone e Borsellino» di Zafferana Etnea, nell’ambito della Rassegna “Etna in Scena 2015″, verrà rappresentato lo spettacolo “La mia vita vorrei scrivere cantando. Viaggio nei versi di Ignazio Buttitta  e nel canto di Rosa Balistreri” a cura dell’Associazione CGS Karol, di e con Mario Sorbello e Cinzia Sciuto, la regia sarà di Mario Sorbello coaudiuvata all’assistenza da Salvatore Pasqualino. 

Raccontare la Sicilia… raccontare la sicilianità… impresa davvero ardua… quali parole, quali strumenti linguistici e culturali utilizzare, quali aspetti preferire… Ignazio Buttitta e Rosa Balistreri sono due icone che rappresentano in maniera forte e diretta il rapporto difficile, di odio ed amore, che molti siciliani hanno nei confronti della loro terra; Ignazio e Rosa sono personaggi che appartengono all’immaginario più profondo  della sicilianità, personificazioni del suo modello culturale e popolare.

Se Ignazio Buttitta rappresenta l’anima della Sicilia, Rosa Balistreri ne è la voce: interprete immortale ed accorata dalla vocalità graffiante e profonda per la quale il poeta ha composto  numerose liriche in un sodalizio artistico tra i più intensi. Lei cantava l’isola con le sue nenie, le cantilene, le filastrocche, tutti i canti popolari della sua Licata che grazie a lei sono stati proiettati in tutta Italia e presumibilmente in tutto il mondo.

Rosa e Ignazio hanno rappresentato i cantori della sicilianità con il loro linguaggio universale e sempre attuale. Entrambi, sebbene in maniera diversa, accomunano idee e principi identici: la lotta per i diritti dei lavoratori, la povertà, il concetto di libertà, l’identità e l’appartenenza alla sicilianità, l’esaltazione e l’amore per la propria terra. 

La voce di entrambi esalta in definitiva l’humus di quella terra arsa che è la Sicilia; attraverso l’uso della lingua siciliana i due artisti tratteggiano la loro appartenenza.

L’uso del dialetto assurge con Ignazio e Rosa ad elemento di unione tra la cultura e il popolo.
Inoltre, come ebbe a scrivere lo stesso Buttitta per Rosa : “La voce di Rosa, il suo canto strozzato, drammatico, angosciato, pareva che venisse dalla terra arsa della Sicilia. Ho avuto l’impressione di averla conosciuta sempre, di averla vista nascere e sentita per tutta la vita: bambina, scalza, povera, donna, madre, perché Rosa è un personaggio favoloso, direi un dramma, un romanzo, un film senza volto”.

“Con queste premesse ci accingiamo a dare al pubblico il meglio di questi due grandi artisti che a loro volta hanno fatto grande la cultura siciliana nel mondo - dichiarano gli autori e protagonisti Mario Sorbello e Cinzia Sciuto -. Lo spettacolo, inizialmente, per ben tre anni ha girato in lungo e in largo l’Italia evidenziando soprattutto la grandezza del poeta di Bagheria. Dopo questa lunga gestazione si è sentita la necessità di completare lo spettacolo con l’inserimento della figura di Rosa Balistreri. In definita, lo spettacolo nel suo genere si presenta unico per gli amanti della poesia e della musica popolare. Inoltre, si precisa che la Fondazione Ignazio Buttitta, presieduta dal Prof. Emanuele Ignazio Buttitta, è a conoscenza del progetto”. 

Il costo del biglietto intero è di Euro 10,00, ridotto euro 7,00. 
Per prenotazioni all’ingresso rivolgersi al 3888159888 o 3397200708. Indirizzo e-mail msorbe@tiscali.it

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Giusi Lo Bianco



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