Giustizia

Vaccini a scuola: obblighi, procedure e rischi. Tutto quello che c’è da sapere

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12 set 2017 - 06:03

L’inizio di questo nuovo anno scolastico sarà ricordato da molti, bambini e genitori, come “l’anno del vaccino”. Divenuto obbligatorio per tutti gli alunni ai fini della stessa iscrizione scolastica, continua a tutt’oggi a generare non poca confusione in merito a scadenze, certificazioni e documenti da presentare presso le segreterie scolastiche. Le regioni e le tv, inoltre, provvedono a rendere la questione ancora più complessa, in considerazione del fatto che ogni amministrazione regionale, in pratica, ha potuto stabilire liberamente scadenze, rinvii e modalità. Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza.

Il decreto legge 73/2017 dispone che 10 vaccinazioni siano obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra i zero e i 16 anni, in base alle indicazioni specifiche contenute nel Calendario vaccinale nazionale vigente nel proprio anno di nascita.

Le vaccinazioni obbligatorie sono: anti-poliomelite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.

QUALI DOCUMENTI PRESENTARE:

Per rendere effettivo l’obbligo vaccinale, i genitori devono presentare all’atto dell’iscrizione la documentazione che dimostri l’avvenuta vaccinazione, tramite uno di tali documenti:

  • copia del libretto delle vaccinazioni timbrato dalla Asl;
  • certificato vaccinale;
  • attestato vaccinale rilasciato da Asl.

Oppure bisogna presentare la prenotazione di appuntamento per effettuare la vaccinazione tramite:

  • attestazione di avvenuta prenotazione della vaccinazione presso la ASL.

Se il bambino ha già avuto una o più delle malattie sopra indicate, è necessario presentare uno dei seguenti atti:

  • copia della notifica di malattia infettiva effettuata alla ASL (disponibile presso i Servizi di Igiene Pubblica della ASL presso la quale è stata eseguita);  
  • attestazione di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, rilasciata dal Medico di Medicina Generale o dal Pediatra di Libera Scelta, anche a seguito dell’effettuazione di un’analisi al sangue che dimostri la presenza di anticorpi protettivi per la malattia.

Per tale test, non è prevista la gratuità e il costo rimane a carico del genitore.

Il Ministero precisa al riguardo che la vaccinazione nei soggetti che hanno già contratto la malattia non è controindicata.

QUANDO PRESENTARE I DOCUMENTI:

Per l’anno scolastico 2017/2018, tale documentazione dovrà essere presentata entro il 10 settembre 2017 per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia ed entro il 31 ottobre 2017 per le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionale.

Nel caso di effettuata vaccinazione, per agevolare i genitori e dare loro il tempo necessario a recuperare copia del libretto vaccinale o il certificato vaccinale o l’attestazione della ASL, è consentito loro produrre un documento di autodichiarazione delle vaccinazioni effettuate.  Ci sarà poi tempo fino al 10 marzo 2018 per presentare i documenti ufficiali, quelli rilasciati dalla Asl.

COSA SUCCEDE SE NON SI PRESENTANO I DOCUMENTI?

Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, il ministero ricorda che “la presentazione della documentazione costituisce requisito di accesso ai servizi” e che quindi, “nel caso in cui entro il 10 marzo 2018 i genitori/tutori/affidatari non facciano pervenire idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, il minore sarà escluso dall’accesso ai servizi”, rimanendovi comunque iscritto e con la possibilità di esservi riammesso “successivamente alla presentazione della documentazione richiesta”.

Per l’accesso alla scuola primariasecondaria di primo grado secondaria di secondo grado, invece, la presentazione della documentazione “non costituisce requisito di accesso” e quindi i minori potranno continuare a frequentare ma i genitori saranno contattati dalla Asl per un colloquio informativo: ove non provvedano a vaccinare il proprio figlio verranno applicate delle sanzioni pecuniarie, da 100 a 500 euro.

Ovvio sottolineare che non bisogna in alcun modo falsificare o dichiarare il falso nell’autocertificazione eventualmente presentata: in questi casi, la sanzione penale, prevista dall’art. 483 c.p., prevede la pena della reclusione fino a due anni.

Avv. Vincenzo Andrea Caldarella del foro di Catania

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Redazione NewSicilia



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