Salute

Un ricercatore siciliano scopre una possibile cura per il Parkinson

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20 lug 2016 - 12:06

PALERMO - Saremmo a un passo da una scoperta sensazionale, o per lo meno, ci sarebbe una strada da percorrere.

La cura del morbo di Parkinson, forse a breve non sarà più un’utopia.

Lo studio, condotto dal ricercatore palermitano Roberto di Maio, dal 2008 ricercatore Ri.MED all’Università di Pittsburgh, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Translational Medicine e i risultati evidenziano un grande potenziale terapeutico: somministrando alla cellula neuronale la piccola sequenza di amminoacidi MTS è possibile correggere il meccanismo alla base del danno mitocondriale e impedire così il processo neurodegenerativo del Parkinson. 

“Questo studio – spiega Roberto Di Maio,  – ha svelato come la α-Sinucleina alteri la funzione mitocondriale, innescando fenomeni neurodegenerativi nelle aree cerebrali più suscettibili, come nel caso dei neuroni che rilasciano dopamina” .

“Alcune forme modificate di α-Sinucleina si legano ad un recettore della membrana mitocondriale, noto come TOM20, che riconosce una piccola sequenza di amminoacidi definita MTS (mitochondrial targeting sequence) e che consente l’importazione delle proteine necessarie alla corretta funzione mitocondriale. L’esame del tessuto cerebrale post-mortem di pazienti affetti da Parkinson ha confermato che l’interazione α-Sinucleina/TOM 20 è associata alla perdita di proteine ​​mitocondriali nei neuroni che rilasciano dopamina, come osservato nei modelli sperimentali. I risultati ottenuti in questo studio hanno, inoltre, consentito di testare il potenziale terapeutico dell’MTS nel prevenire l’interazione tra TOM20 e le forme alterate di α-Sinucleina”.

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Redazione NewSicilia



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