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A un passo dalle elezioni universitarie: ecco Libertas, Azione universitaria, Udu, Pd e Noi

urna elezioni voto
17 mag 2016 - 06:03

CATANIA - Ancora pochi giorni e gli studenti dell’Ateneo catanese saranno chiamati ad esprimere il loro voto.

Intanto i candidati e rappresentanti delle 9 liste in lizza sono in fermento lavorano a ritmo serrato per portare avanti la loro campagna elettorale.

Ieri vi abbiamo illustrato proposte, obiettivi e soluzioni di Archè, Actea, UP e Arcadia.

Oggi, per completare il quadro, sarà la volta di “Udu” (Unione degli Universitari), “Azione Universitaria-Controcampus”, “Libertas liberi e forti”, “Noi” e “Partito democratico-studenti democratici”.

“Portiamo avanti un programma elettorale serio, puntuale e preciso che ci distingue dagli altri gruppi che compongono il variegato panorama della politica universitaria – commenta Giovanni Timpanaro, coordinatore di Udu -. Tra gli obiettivi più importanti rientra, certamente, quello dell’apertura dei corsi a numero programmato. La proposta scaturisce dalla notevole diminuzione di iscrizioni nell’Ateneo catanese. Non dimentichiamo che si tratta di un ‘diritto’ e che 10 mila studenti che non hanno accesso all’università sono un numero allarmante. Riteniamo, inoltre, che non si possa pensare all’università come una realtà a se stante, totalmente ‘scollata’ dalla città nella quale si trova. 10 mila studenti in meno - prosegue Timpanaro - si traducono in 10 mila affitti in meno ed è impensabile che non si debbano fare i conti anche con aspetti del genere che interessano la città e il territorio anche dal punto di vista economico. A tal proposito, insieme al Sunia, porteremo avanti la battaglia contro la prassi degli affitti in nero. Abbiamo già stilato una “white list” di tutti i proprietari che sottoscrivono regolare contratto con gli studenti fuori sede, ricordando la possibilità di usufruire di agevolazioni fiscali per chi ‘regolarizza’ la propria posizione di studente-inquilino. Altro aspetto su cui intendiamo batterci è la possibilità per gli studenti fuori sede di poter scegliere il proprio medico di base nella città di Catania, quella dove poi di fatto trascorrono la maggior parte parte dell’anno. Crediamo fortemente - conclude - che la comunità studentesca debba essere considerata un tutt’uno con la comunità residente e che la politica universitaria non possa essere avulsa da quella che governa la città”.

Secondo Antonio Pappalardo del gruppo Libertas Liberi e Forti “fare politica universitaria non significa spolmonare slogan o riempire programmi elettorali di promesse, tanto altisonanti quanto futili. Non si può pensare - avverte Pappalardo - di perseguire il bene della comunità studentesca se non si è consapevoli che la vera programmazione comincia quando si è in corsa. Il primo contenitore da cui attingere proposte e soluzioni sono proprio gli studenti con le loro istanze, lamentele e osservazioni ed è impensabile prescindere da tutto ciò se si vuole davvero lasciare un’impronta positiva e migliorare l’istituzione-università. La nostra - conclude - non è una politica di facciata in cui è importante ciò che si dice e come lo si dice; ciò che conta è agire e per farlo in modo proficuo è necessario vivere a stretto contatto con gli studenti e con le loro esigenze”.

La didattica al centro dello spirito riformatore di Azione Universitaria-Controcampus:

“L’università può e deve cambiare, deve aggiornarsi e deve crescere in relazione a quelle che sono le nuove esigenze della classe studentesca - commenta Alessandro Lipera, esponente del gruppo -. Ritengo che la didattica debba essere il primo elemento da riformare, ad esempio con l’introduzione di nuovi corsi di studio in grado di ‘formare’ gli studenti e proiettarli in maniera più incisiva nel mondo del lavoro, implementando o addirittura introducendo tirocini formativi e laboratori, potendo accedere a finanziamenti per la creazione di startup e tanto altro. È necessario operare uno svecchiamento della ‘macchina accademica’ - conclude - e rendersi conto che ci troviamo di fronte ad una realtà obsoleta che deve essere rilanciata”.

Giuseppe Lo Faro di “Noi” lancia uno sguardo al passato e sottolinea la forza del gruppo:

“Abbiamo creato una rete - sottolinea - che ha permesso a molti studenti di accedere a dispense, appunti e materiale didattico di varia natura che potessero facilitare il loro percorso universitario, abbiamo realizzato un’aula studio notturna fruibile da tutti gli studenti dell’Ateneo in modo assolutamente gratuito, organizzato seminari, incontri e conferenze sui temi caldi della politica e dell’attualità, promosso campagne di solidarietà in favore dei meno fortunati con la collaborazione e il sostegno degli studenti. Proseguiremo su questa direttrice che ci ha permesso fino ad oggi di ottenere grandi risultati, offrendo tutto ciò che l’università non sa, non può o non vuole offrire”, conclude Lo Faro.

Conclude il quadro Gianluca Scerri, del Partito democratico-Studenti democratici:

Tra le nostre proposte rientrano quella della riqualificazione degli immobili in disuso, da parte del comune di Catania per permettere l’ampliamento dei posti letto disponibili; un contributo per l’affitto di immobili dei privati, solo se l’immobile risponda ai requisiti minimi di abitabilità e solo se il contratto sia regolarmente registrato; una riduzione dell’aliquota Imu nei confronti dei proprietari degli immobili che rispettino i requisiti di abitabilità e registrino contratti di locazione a canone concordato; che venga garantita la possibilità di scegliere il medico di base a Catania; che vengano rivisti i piani di studio per rendere più ‘appetibili’ i vari indirizzi; implementare le attività formative esterne all’aula che possano rappresentare, non solo una reale occasione di apprendimento, ma anche una potenziale occasione lavorativa per gli studenti, alla conclusione del percorso universitario. Per noi - puntualizza Scerri - le elezioni universitarie non rappresentano un mero appuntamento elettorale, ma si iscrivono nel disegno più ampio di riuscire a costruire, con tenacia e dedizione, una realtà in cui le soluzioni e le iniziative trovino il riscontro primario nei bisogni esplicitati da coloro i quali animano le comunità a cui facciamo riferimento. In questo caso rappresentiamo uno strumento per gli studenti dell’ateneo di Catania, in maniera inversa rispetto al solito: la questione non è ‘la ricerca del voto’, ma costruire la condizione per cui possano essere gli studenti ad interpellarci e a fornirci le istanze da aggregare e rappresentare. Il nostro - conclude - è un impegno lungimirante e a lunga gittata, come si addice ad un partito e ad un’organizzazione giovanile come la nostra”.

Vi ricordiamo che venerdì saremo presenti con un’ampia diretta streaming a partire dalle 15,00.

Marco Bua



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