Ricerca

Palermo, studio oncologico scopre il meccanismo che blocca le cellule tumorali

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28 set 2016 - 13:28

PALERMO – Una nuova speranza per i pazienti affetti da tumore al fegato: secondo un recentissimo studio, a cui hanno preso parte alcuni ricercatori dell’Istituto Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia, i palermitani Manlio Vinciguerra, Francesca Rappa e Francesco Cappello, in collaborazione con scienziati italiani, inglesi, spagnoli, estoni, cechi e statunitensi e l’Università degli Studi di Palermo, hanno dimostrato gli effetti e l’efficacia della guadecitabina, un chemioterapico utile nel prevenire la progressione del tumore al fegato, tramite la sperimentazione in vitro, analizzando cellule, sia sperimentando gli effetti con l’uso di topi da laboratorio.

Lo studio è stato coordinato da Manlio Vinciguerra, mentre Francesca Rappa e Francesco Cappello hanno condotto i test e le valutazioni morfologiche. Come si legge sullo studio, pubblicato in lingua inglese su questo sito, le cavie utilizzate per lo studio, nate con danni alle cellule pancreatiche, sono state prima sottoposte ad un regime alimentare ad alto contenuto di grassi fino alla decima settimana di vita e poi sottoposte a sperimentazione, in modo da poter stabilire i possibili effetti sull’uomo, su cui verranno effettuati i test non appena quelli attualmente in atto daranno le opportune rassicurazioni.

Ma cosa causa, fondamentalmente, l’innescarsi di questa terribile malattia?

Come riporta lo studio suddetto, è causato “dalla attivazione delle cellule epatiche stellate (HSC), responsabile per la deposizione di matrice extracellulare”. Meccanismo che, se lo studio andrà bene, potrebbe fermarsi per sempre.

Teresa Calabria

 

Redazione NewSicilia



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