Antiturismo

“Non è la valigia ad essere sempre pronta: sono io sempre pronta a partire!” parola della travelblogger Monticone

Liliana Monticone
25 giu 2016 - 06:00

Quando ho realizzato che avrei intervistato una guru dei viaggi low cost mi sono passati per la mente almeno una decina di aforismi, con cui iniziare, su quanto sia magnifico partire, sconfinare, scomparire dai paesaggi più noti per addentrarsi in paradisi ignoti.

Poi ho pensato che nessun aforisma universale avrebbe retto il confronto con un particolare e onesto racconto dettagliato di una passione smisurata per i viaggi. Quello di Liliana Monticone che ha fatto della sua incontenibile voglia di visitare il mondo un’autentica arte da insegnare.

Perché un’arte? Perché se pensate che il giro del mondo in ottanta giorni sia folle, immaginate che per una travelblogger come lei non solo non è un’idea folle ma è anche un tour – e neppure troppo estremo forse! – da organizzare a un costo rigorosamente low. E qui, fidatevi, c’è del talento con un non so che di artistico!

E se qualcuno ha detto: “impara l’arte e mettila da parte”, per Liliana Monticone l’arte del viaggio a costi contenuti, anzi a costi proprio bassi, bassissimi, è un dono da condividere, da custodire e perfino da tramandare – come i migliori saggi altruisti – attraverso un libro dalla copertina che già impone alla propria coscienza una domanda a dir poco esistenzialista: “ma perché non sono all’ombra di una palma con un elefante all’orizzonte, una bicicletta al mio fianco e un isolotto di fronte?”

Quando hai fatto il tuo primo viaggio? E dove?

“Viaggiare ho sempre viaggiato in giro per l’Italia con la mia famiglia che non ha mai avuto problemi a partire velocemente per qualsiasi destinazione. Il primo viaggio fatto ‘come lo intendo io’ anche se all’epoca non ne avevo ancora piena consapevolezza è stato a Capo Nord.

18 anni io, 20 Roberto, pochissimi soldi in tasca, dormivamo in tenda, nei bungalow, a volte in macchina e siamo partiti risalendo la Norvegia e scendendo dalla Finlandia. Ricordi che restano nel cuore per sempre, soprattutto per la spensieratezza di quell’età. Il viaggio invece in assoluto che più ho amato è stato il primo con nostra figlia Valeria che a 14 mesi aveva visto 14 stati (poi purtroppo non è stato possibile mantenere questo trend!) in barba a tutti quelli che ci dicevano che viaggiare con bambini è impossibile!”

Quante volte, in un anno, riesci a partire?

“Non possiamo assolutamente muoverci in estate per via del lavoro. Nel resto dell’anno… dipende! Non amiamo pianificare niente di niente, mai! Acquistiamo quasi sempre solo il volo, perché per noi il viaggio è la totale libertà di vivere senza orologi, senza appuntamenti, senza prenotazioni… Quell’ebbrezza che si prova all’uscita dall’aeroporto in un posto lontano e sconosciuto, una pagina bianca di un libro tutto da scrivere con ciò che amiamo fare e vedere, una strada di emozioni, tutte da vivere e condividere con le persone che amiamo.

Lavorando in proprio è il lavoro che determina quando e come possiamo partire, diciamo che in linea di massima, ultimamente, facciamo un viaggio ‘importante’ e molto lungo all’anno e poi ci ritagliamo qualche giorno/weekend/settimana qua e là in funzione delle offerte che trovo. Quando vedo qualcosa di interessante un messaggio su WhatsApp a mio marito e mia figlia con destinazione, prezzo, date. In 5 minuti mi rispondono sì e in altri 30 secondi ho comprato!

Quando è nata l’idea del libro: “Guida ai Viaggi Low Cost”?

“L’idea è nata un po’ per gioco, dalle tante domande che arrivavano sul blog e che alla fine erano sempre le stesse. Così ho cominciato a buttare giù qualcosa e alla fine… sono saltate fuori più di 500 pagine! L’intento è quello di dimostrare che da un lato viaggiare con i bambini è possibile ed è la cosa più bella, dall’altro che viaggiare non è gratis ma è possibile girare il mondo con le risorse economiche di una famiglia normale.

La Guida ai Viaggi Low Cost è in self publishing, non ha un editore. Siamo partiti con l’idea di uscire solo con l’ebook, poi viste le tantissime richieste, abbiamo prodotto anche l’edizione cartacea che a oltre 9 mesi dall’uscita continua ad andare davvero bene e a mantenersi ai vertici delle classifiche di Amazon”.

Già dal libro si capisce che è una passione condivisa anche dalla tua famiglia…

“Esatto. Il viaggio per noi è condivisione con le persone che amiamo. Un modo per ritagliarci del tempo tutto nostro, in famiglia, lontano dalla quotidianità. Un viaggio per noi ha senso solo se lo condividiamo con le persone che amiamo.

C’è un posto, tra quelli visitati, dove vorresti trasferirti? Dove hai lasciato il cuore….

“Non ci crederai ma non ho mai sognato in maniera strutturata di trasferirmi altrove (anche perché altrimenti… probabilmente lo avrei fatto!). Ci sono tanti posti dove ho lasciato il cuore e sono quelli in cui quando posso ritorno, cosa che per me è abbastanza rara, d’altronde il mondo è così grande che una vita non basta a vederlo tutto, figuriamoci ritornare. Mi affascinano il nord e l’estremo freddo, adoro la motoslitta, ma anche lo Sri Lanka mi è rimasto nel cuore per la natura, le balene e la popolazione. Se dovessi trasferirmi però, credo che la scelta andrebbe verso gli Usa: la tecnologia ovunque che facilita la vita, il rispetto delle regole, la meritocrazia compulsiva e l’energia che trasmettono luoghi come Boston che ho visitato di recente, difficilmente si incontrano altrove”.

C’è un posto che vorresti visitare con una persona in particolare?

“Al momento sto sognando la Groenlandia e L’Alaska, ma lavorando in estate c’è un ‘problemino di incompatibilità ambientale’! Chissà che un giorno si riesca lo stesso. Ovviamente la persona con cui viaggio è voglio viaggiare è sempre mio marito! Mia figlia Valeria la metto al secondo posto solo perché, avendo ormai 15 anni, temo siano troppo pochi i viaggi che ancora faremo tutti insieme!

Qual è il consiglio, il primo consiglio, che potresti dare a chi ha un budget limitato ma una incontenibile passione per i viaggi?

“È il primo consiglio della Guida ai Viaggi Low Cost: non decidere preventivamente né la meta né il periodo, ma guardare le offerte e gli errori di prezzo e scegliere in base a quelli. Tutti i posti del mondo non ancora visitati sono perfetti per il prossimo viaggio!”

Cosa mette in valigia un viaggiatore low cost “professionista”?

“Pochissimo, quasi niente. La leggerezza è flessibilità. Sarei pronta a partire in un minuto così come sono in questo momento per qualsiasi destinazione. La valigia è occupata dalla tecnologia (computer, iphone, ipad, gopro, reflex,…) per il resto se dimentico qualcosa, sicuramente potrò comprarlo una volta arrivata là. Se non potrò comprarlo, significa che posso farne a meno!”

Il tuo prossimo viaggio?

“Chissà! Bisognerebbe chiederlo al prossimo errore di prezzo interessante! Ho in programma alcune collaborazioni per la promozione del turismo negli Usa ma per i viaggi seri, intesi come li pensiamo noi, bisognerà aspettare un po’: si avvicina l’estate che per noi è un periodo assolutamente off per via del lavoro. Ripartiremo quando gli altri tornano, un altro modo eccellente per risparmiare!”

Insomma, low è la tua parola d’ordine?

“In realtà il mio concetto di low cost è un po’ particolare. Non è uno spendere poco a tutti i costi, ma un avere il meglio spendendo il meno possibile, non si spiegherebbero altrimenti esperienze come il gommone nell’Artico alle Svalbard o l’Hurtigruten in Norvegia, il Postale dei Fiordi, che è una delle crociere più belle del mondo, ma assolutamente non economica. Anche qui però è possibile risparmiare adottando i tanti accorgimenti che illustro nella Guida. Se dobbiamo dormire nelle bettole più assurde, come ci è capitato ad esempio in Nepal, per raggiungere destinazioni fuori dalle rotte turistiche che ci interessano particolarmente e dove non sono presenti strutture alberghiere di nessun genere, lo facciamo senza problemi e ci adattiamo. Se viaggiamo in qualsiasi posto del mondo dove le comodità ci sono le usiamo, sempre con tutti gli accorgimenti possibili per risparmiare. Insomma, non rinuncio ad assaporare una meta in tutta la sua interezza.

Una curiosità: ma hai la valigia sempre pronta?

“Assolutamente no. Amo viaggiare e godermi il viaggio, la preparazione non fa parte delle cose a cui presto particolare attenzione. Preferisco farmi stupire e sorprendere. In un quarto d’ora sono in grado di fare la valigia per qualsiasi destinazione del mondo e normalmente leggo le guide durante il volo. Non è la valigia ad essere sempre pronta: sono io sempre pronta a partire!”

Articolo curato da ViaggiSenzaLimiti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA