Indignazione

“Niente pasto per suo figlio, gli porti un panino”. È successo in una scuola primaria di Marsala. La denuncia del padre

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18 ott 2016 - 13:25

TRAPANI – Gli altri bambini alla mensa e lui in classe. Non puoi mangiare piccolino. I tuoi compagnetti sì, possono, ma tu oggi no. È successo a Marsala, nell’Istituto Comprensivo Luigi Sturzo. Lo ha denunciato pubblicamente il padre con una lettera aperta al sindaco Alberto Di Girolamo.

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“Quel che è accaduto a mio figlio, 7 anni, l’ho dettagliato nella lettera che ho inviato al sindaco – ci dice Paolo Cudia – aggiungo che sono trascorsi quindici giorni e dall’amministrazione comunale non mi è giunta alcuna risposta, anche solo di cortesia. Nulla. Totale indifferenza. È evidente che quando succedono certe cose il problema principale è sempre a monte: noi genitori, noi cittadini non siamo tutelati dalle istituzioni, che dovrebbe essere in prima linea soprattutto quando ci sono da difendere i diritti dei bambini”.

E aggiunge dei dettagli: “La rappresentante di Marsala Schola con cui ho parlato mi ha detto di portare un panino a mio figlio se volevo che mangiasse. Così quel giorno non ho preferito raggiungere la scuola subito dopo la telefonata in cui mi si annunciava che non ci sarebbe stato un pasto per lui a pranzo e alle 11 l’ho fatto rientrare a casa. Non me la sentivo di lasciarlo lì un minuto di più dopo quanto successo”.

Non sappiamo se sia stato un grottesco tentativo di farci desistere o se effettivamente sia caduta la linea. Quando abbiamo telefonato a Vincenza Maria Angileri, la referente dell’ufficio refezione di Marsala Schola, le cose sono andate così.

NewSicilia: “Buongiorno, sono un giornalista catanese, parlo con la referente della mensa scolastica della Luigi Sturzo?”
Lei: “Sì”
NS: “La dott. Angileri?”
Lei: “Sì”
NS: “La disturbavo per darle la possibilità di dire la sua su quanto denunciato da un padre che ha il figlio che frequenta le elementari”

Lei, senza farci specificare di cosa si trattasse esattamente perché già al corrente: “Sì. Può attendere un attimo?” Mano sul ricevitore, conciliabolo con qualcuno ovattato, trascorrono un paio di minuti, interruzione della linea. Ritelefoniamo.

NS: “È caduta la linea”
Lei: “Senta, noi diamo pasti a tutti. Non so cosa abbiano fatto le maestre. Adesso devo chiudere, abbiamo gente in fila”.

“Le hanno detto che danno i pasti a tutti? – sorride ironico Cudia – Mi sembra alquanto opinabile considerato quel che posso testimoniare. Anzi, quando ho detto che avevo pagato e mio figlio aveva diritto di mangiare in mensa, mi è stato risposto che era inutile minacciare. Vi assicuro che quello ho detto, non una parola di più. Ditemi voi se è una minaccia. Il comportamento di chi avrebbe dovuto soltanto scusarsi si commenta da sé”.

Abbiamo provato a parlare col dirigente scolastico Maria Alda Restivo, ma il centralinista ci ha detto che “La preside è assente”. Abbiamo chiesto di potere parlare coi suoi collaboratori diretti Giovanni Angileri e Benedetto Miceli, ma il centralinista ha usato toni da impresa titanica “Non hanno una postazione alla quale posso raggiungerli telefonicamente. Sono sempre in giro. Anche alcune maestre li stanno cercando in questo momento”. Abbiamo provato anche a sentire l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione Annamaria Angileri. Con tono cortese la segreteria ci ha detto che “La dottoressa Angileri sarà reperibile fra un’ora” e appreso il motivo della nostra richiesta, dopo avere chiesto il numero di telefono, ci ha garantito che “Tra massimo tre quarti d’ora la farò richiamare”. Non abbiamo ricevuto alcuna telefonata.

Nel frattempo sul web si è scatenata la furia di cittadini e genitori marsalesi indignati per quanto accaduto. Anche perché quello denunciato da Cudia non sarebbe l’unico caso.

“Io ho manifestato solidarietà per un’altra vicenda simile – ci dice Cudia – perché c’è chi pensa che a volte si esageri nel lamentarsi o che non si dia voce all’altra campana. Ma non è così. I fatti parlano chiaro”.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia



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