Subbuglio

“Messina Denaro dentro il Pd”: l’ironia di Fb. La Raia: “Matrimonio frettoloso con Art4″

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15 mar 2015 - 10:29

CATANIA – Continua a far discutere il matrimonio tra il Pd e Articolo 4. Una consistente fetta del partito e di tesserati continua a non nascondere il proprio malcontento per una scelta calata dall’alto e con l’ingresso di esponenti politici lontani anni luce dalla storia dei dem.

È Concetta Raia – deputato regionale del Pd – a farsi portavoce del “disagio”. “Il Pd - spiega – è un partito che tende ad essere largo sul territorio. Il metodo è importante nelle scelte. Se si condivide il metodo quantomeno non ci sono fibrillazioni e se questo non accade i territori si ribellano”.

Per la Raia i nuovi ingressi vanno bene ma occorre “condividere i percorsi sul territorio, nulla contro le persone” e aggiunge: “Il matrimonio viene dopo il fidanzamento. Forse qui c’è stato un fidanzamento accelerato e quindi un matrimonio accelerato”.

Vicini al Pd ci sono anche altri deputati. Ad esempio ad attendere Faraone, durante la sua recente visita a Catania c’era l’ex deputato Udc, ora al Misto, Nicola D’Agostino. A breve potrebbe prendere la tessera dem e confluire nel gruppo all’Ars.

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L’ironia, come di consueto, non manca su Fb. La neonata pagina “Matteo Messina Denaro iscritto al Pd” strappa un sorriso. Si vede il noto boss del trapanese, con il simbolo del Pd sullo sfondo, che dice: “Vengo anch’io”.

Sui rumors che volevano un ingresso del duo Ncd Castiglione e Firrarello verso il Pd la Raia è sibillina: “Chiedete a Renzi”. Probabilmente a far saltare l’operazione è la recente iscrizione nel registro degli indagati del sottosegretario relativamente all’inchiesta dell’appalto sul Cara di Mineo.

Cesare Damiano – ex ministro e presidente della commissione Lavoro alla Camera – presente in città venerdì per un convegno proprio sugli appalti se ne lava le mani alla Ponzio Pilato: “Non conosco l’argomento. Come sempre mi affido alla magistratura e le leggi vanno rispettate, chi ha sbagliato deve pagare. Mi sono sempre battuto contro le gare al massimo ribasso perché con questa modalità si aggirano leggi e contratti”.

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Andrea Sessa



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