Medicina

Lotta ai tumori: una scoperta “catanese” cambierà la vita delle persone

Presa da: catania.livesicilia.it
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12 mag 2016 - 17:05

CATANIA - Arriva da un chirurgo catanese, trapiantato in Canada, la scoperta che potrebbe cambiare completamente il mondo scientifico e la cura dei tumori. Grazie, infatti, al dottor Goffredo Arena si è scoperta una teoria alternativa per spiegare come il tumore si propaga e si diffonde nel corpo umano, ma soprattutto grazie ai suoi studi si può scoprire se si è affetti da una patologia tumorale in fase precoce, ancora prima che i marcatori tumorali lo manifestino.

“La teoria convenzionale che le metastasi e dunque la propagazione del tumore avvengano attraverso cellule tumorali migranti non mi convinceva – dice il dottor Arena -. Ero convinto che non fossero le cellule a migrare ma alcuni fattori prodotti dal tumore a trasformare le cellule bersaglio contenute in altri organi. Questi fattori sconosciuti erano capaci di trasformare la cellula che li riceveva in una copia esatta del tumore situato in altri organi: questi fattori, per esempio prodotti da un tumore del pancreas, avevano la capacità di trasformare in cellula tumorale pancreatica una cellula epatica o polmonare. È come se il tumore a distanza influenzi una cellula sana trasferendo le sue caratteristiche neoplastiche”.

Si tratta, dunque, di una scoperta importantissima del mondo della scienza e soprattutto per la cura dei tumori, che, grazie agli intensi studi del chirurgo catanese, possono essere scoperti nella loro fase embrionale, aprendo così nuovi orizzonti terapeutici ed aumentando le speranze di guarigione per i soggetti che ne vengono colpiti.

“Sono arrivato a questa scoperta dopo anni di studi – dice il dottor Arena -. La molla scatenante è stata una esperienza personale che ha determinato le mie scelte professionali: mia madre fu colpita a soli 54 anni da un tumore del colon metastatico al fegato. Mia mamma morì dopo due mesi e io decisi di dover dare una risposta a quanto era accaduto. E così, mentre di giorno lavoravo come chirurgo e docente all’Università McGill di Montreal, di notte portavo avanti le mie ricerche. Devo ringraziare chi ha creduto in me, Maria Saputo Monticciolo e il figlio Giuseppe: proprio Giuseppe ha deciso di destinare una ingente somma a questa ricerca per onorare la madre colpita dalla stessa patologia che portò via mia madre”.

“Dunque grazie al cuore grande di questo imprenditore – continua il dottor Arena –  e alle ricerche svolte notte dopo notte insieme alla sua equipe, adesso siamo a un punto di svolta: qualche mese fa ho deciso di utilizzare i fibroblasti che sono le cellule umane più diffuse nel nostro corpo e indurre in loro una mutazione genetica che bloccava l’espressione del gene oncosoppressore BRCA1. Esposi queste cellule al siero di pazienti con tumore del colon e del pancreas e, come ipotizzato dalla teoria, i fibroblasti si trasformarono in tumori del colon e del pancreas. La teoria non era più teoria ma era diventata evidenza scientifica”.

“I risultati positivi, però, – sottolinea – non si fermarono qui: le cellule esposte al siero di un paziente sano erano diventate tumorali. Questo dato mi stupì perché fattori tumorali dovevano essere presenti solo in pazienti affetti da tumore e non in pazienti sani a meno che il paziente fosse affetto da un tumore ancora non diagnosticato. Studiai il paziente e scoprii che il tumore c’era. Il paziente non aveva sintomi, il tumore era allo stadio precoce e i marcatori tumorali erano negativi. Capii allora che le cellule che utilizzavo negli esperimenti erano capaci di sentire la presenza del tumore anche in fasi precoci e trasformarsi in tumore”.

“A questo punto, dopo aver brevettato lo screening, attendo i risultati degli esperimenti in corso per confermare la rigorosità scientifica di questa scoperta. Ora sento il bisogno di condividere questo protocollo con la comunità scientifica internazionale per confrontarmi con i massimi esperti del settore e mettere, una volta avute tutte le attestazioni del caso, questa ricerca a disposizione dell’umanità con un test che possa essere accessibile a tutti: servirà, infatti, un semplice prelievo del sangue per capire se è in atto una trasformazione delle cellule sane – ha concluso il dottor Arena –  in cellule tumorali”.

Redazione NewSicilia



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