Buona scuola

Guerra alla legge 107, i precari della scuola dell’infanzia: “Pretendiamo l’assunzione”

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1 set 2016 - 19:43

CATANIA - “Le Gae infanzia adesso pretendono il ruolo. Abbiamo coperto le supplenze facendo andare avanti la scuola per troppo tempo, adesso abbiamo bisogno di sicurezze”. 

Hanno esperienza nell’insegnamento da oltre venti anni e da quasi sedici sono iscritte nelle graduatorie ad esaurimento per le scuole dell’infanzia, ma per loro ci sono stati solo una lunga serie di contratti a tempo determinato che le hanno portate a reggere le fila della scuola pubblica, senza riuscire mai ad ottenere le ambite “cattedre”.

Sono tante, tantissime le insegnanti della scuola dell’infanzia precarie che in questi giorni di proteste alzano il loro grido contro la legge 107 detta della “Buona scuola”.

Nello specifico, oggi, in occasione della feste dell’Unità del partito democratico che da giorni richiama l’attenzione dei siciliani al giardino Bellini di Catania, abbiamo incontrato una delegazione di oltre 600 insegnanti provenienti da Catania, Palermo, Enna, Trapani. Loro si definiscono “precarie storiche”: vincitrici del concorso 1999-2000 e che ancora attendono una stabilizzazione.

In sostanza sono davvero tanti i punti che queste insegnanti hanno portato sul tavolo di discussione oggi in prefettura davanti al sottosegretario siciliano Davide Faraone che la delegazione di Catania è riuscita ad incontrare. Per prima cosa è stato puntato il dito contro l’esiguità dei posti destinati alle assunzioni nella scuola dell’infanzia: le insegnanti si sono sentite tirate fuori dal piano straordinario di assunzioni nella scuola.

Il problema vero, quindi, è quello di sentirsi considerate di serie “B”

“Non abbiamo più fiducia nelle istituzioni - dichiara Domenica Inzerillo, membro della delegazione Gae infanzia Palermo - perché dopo l’emanazione della legge Puglisi che toglie il vincolo triennale per le assunzioni provvisorie e dopo la decisione, relativa ai contratti stipulati dopo il primo settembre 2016, di non poterli più rinnovare oltre i 36 mesi ci sentiamo davvero sfavorite e messe da parte”.

Oltre il danno anche la beffa. 

Per non parlare della raccolta firme che piano piano in Sicilia sta registrando sempre più adesioni per ottenere un referendum abrogativo riguardo alla legge 107.

“Ci hanno usato e strumentalizzato in questi anni, reiterare i contratti a tempo indeterminato è illegale - continuano -. Noi abbiamo già maturato i trentasei mesi di lavoro con sacrificio per riuscire ad accaparrarci il contratto, ma ora sembra quasi che la cosa andrà a nostro discapito in quanto verremo tagliati fuori dagli incarichi annuali perché non assumere a pieno titolo al termine dei tre anni è illegale!”.

Ecco quindi cosa chiedono le lavoratrici:

Vittoria Marletta



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