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Gite scolastiche: i pro e i contro di viaggi da cui, a volte, non si fa ritorno

viaggi d'istruzione
2 nov 2015 - 06:36

CATANIA - Attesa, voluta, sperata è, da sempre, la gita d’istruzione nelle scuole. Resta questo il momento più memorabile che, un alunno, porterà sempre con se.

Da alcuni anni, però, numerose polemiche ruotano attorno ai viaggi scolastici. Sempre più spesso, quelli che dovrebbero essere giorni di spensieratezza, si concludono in vere e proprie tragedie. C’è chi, da quel viaggio, non fa più ritorno a casa. 

Da un’indagine svolta in diversi istituti d’istruzione superiore di Catania, risulta come la maggior parte dei docenti si rifiuti di accompagnare i propri alunni in gita. 

Un professore dell’istituto tecnico industriale “G. Ferraris”  di San Giovanni La Punta, ci spiega come il pensiero che accomuna gli insegnanti verta sulle classi. Infatti, in base agli alunni e ai loro comportamenti, si decide se accettare o meno di prendersi questa responsabilità. 

Il preside dell’istituto, invece, Lucio Pricoco, sciolto da poco il consiglio docenti per decidere, appunto, il da farsi sui viaggi d’istruzione, ci racconta di come la voglia di continuare questa tradizione che, da sempre, esiste, sia tanta. Tra docenti contrari e quelli favorevoli, l’unica via da seguire resta quella di imprimere negli alunni una maggiore responsabilità. 

La nostra indagine è stata estesa anche tra alcuni studenti del liceo scientifico statale Principe Umberto di Savoia. Francesca, che frequenta il primo anno di liceo, afferma: “Molti professori purtroppo non ci accompagnano più per nostro demerito, alcuni di noi non si comportano in maniera corretta. Condizionano anche le notizie che si sentono al telegiornale, con ragazzi che bevono, si drogano e addirittura perdono la vita. Gli insegnanti non si fidano più di noi“.

Altri studenti, invece, si oppongono a questa decisione e precisano che “il professore, durante le ore scolastiche, ci ha sotto la sua responsabilità. Se si occupa di noi all’interno di una struttura, perché con i viaggi d’istruzione c’è differenza? Bisogna stabilire un rapporto di fiducia prof-alunni“.

O ancora: “È bene che i professori favoriscano i viaggi d’istruzione per agevolare la nostra formazione culturale e linguistica. Se nessun docente si offre per accompagnarci, non riusciremo a confrontarci con le altre realtà che ci circondano, rimanendo sempre e soltanto in luoghi che conosciamo meglio delle nostre tasche“.

Anche al Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” molti sono i docenti che, a causa delle troppe responsabilità, si rifiutano di accettare l’incarico e portare i ragazzi in gita. In particolar modo, il professore Fabio Manfrè di storia dell’arte e disegno tecnico, ci racconta di come sia a favore delle gite d’istruzione ma allo stesso tempo contro “per la piega che prendono le gite a causa di una mancanza di responsabilità da parte dei ragazzi che hanno voglia di trasgredire con alcool e droghe e, di conseguenza, causando problemi”.

Una generazione difficile e forse insoddisfatta, quella che, al giorno d’oggi, i docenti si ritrovano a gestire.  

In un’era sviluppata e tecnologica dove gli eccessi sono il motore del mondo, le tradizioni e le usanze, andranno sicuramente a scemare. La causa è soltanto una: la mancanza di valori. Quest’ultimi scarseggiano tra i giovani che, sempre più spesso, hanno bisogno di strafare per apparire senza capire che, essere se stessi, è il modo migliore per vivere. 

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Rossana Nicolosi



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