Esami

Dopo la disperazione degli studenti l’emozione dei prof: tra 24 ore maturità

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21 giu 2016 - 06:52

CATANIA - Ieri vi abbiamo raccontato della maturità vista dai maturandi ma… ai prof chi ci pensa?

Al di là dello stare segregati a scuola a luglio, ci sarà pur qualcos’altro, no?

Oltre che un’emozione è anche una soddisfazione, si recide definitivamente un cordone ombelicale, perché accompagnare uno studente per tre o cinque anni, con una quotidianità conflittuale, in senso sia positivo sia negativo, permette di crescere, anche per gli insegnanti - ci dicono i docenti - osservare gli studenti è sempre stimolante, ti dà la possibilità di vedere la realtà con occhi diversi di chi è già ben strutturato“.

Anche perché poi, parliamoci chiaro, la maturità l’hanno vissuta anche i prof; ma oltre ad aver svolto l’esame anni fa hanno anche visto crescere, formarsi, studenti che ora dovranno approcciarsi ad un mondo diverso: l’università. “Finalmente ci si confronta con persone che non sono propri professori e questo porterà i ragazzi a dover interagire in modo diverso. È quindi un primo approccio all’università al confrontarsi con una persona che non ti ha seguito per cinque anni, con cui hai instaurato un rapporto, e con cui, inevitabilmente, devi porgerti in maniera diversa“.

Non è però tutto così rose e fiori, ieri infatti qualcuno aveva detto provocatoriamente che “oggettivamente il voto di maturità non serve a nulla, specialmente in Italia“.

Io mi porrei, fossi in loro, in modo diverso all’esame, con maggiore serenità e consapevolezza, puntando ad un’ambizione personale, il tutto, anzi, essendo più rilassati proprio perché si è già entrati all’università.

Infatti una, ma di certo, va detto, non l’unica, delle critiche mosse alla maturità contempla proprio l’ingresso all’uinversità; in molte facoltà ci sono i test di ingresso, indipendentemente, dal voto dell’esame. E nonostante il dibattito sia sempre aperto, nonostante non si sappia da qui a qualche anno quale riforma travolgerà l’esame di stato, certo è che resterà sempre (oltre che il più grande spauracchio degli studenti) un’immensa emozione, evidentemente, anche per i tanto odiati prof…

Omar Qasem



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