Sindacati

Contratto scuola, Catania aderisce allo sciopero nazionale di venerdì 20

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16 mag 2016 - 19:34

CATANIA – Quattro affollatissime assemblee unitarie territoriali del comparto scuola organizzate oggi a Catania, Giarre, Adrano e Caltagirone hanno confermato l’adesione massiccia allo sciopero nazionale sul mancato rinnovo del contratto, precariato e pensioni, indetto per venerdì prossimo, 20 maggio dalle organizzazioni sindacali FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA e SNALS. L’appuntamento a Catania sarà davanti al teatro Stabile di via Fava a Catania, alle ore 9.30, seguirà un’assemblea congiunta con i lavoratori del teatro, in sciopero permanente, che da settimane occupano i locali del Verga. Una data non scelta a caso quella di venerdì, che ricorda l’anniversario – era il 20 maggio del 1970 – della firma della legge 300, conosciuta come lo Statuto dei Lavoratori.

Un documento che per 46 anni, riconoscendo diritti e dignità dei lavoratoriha ricordato Antonella Distefano, segretario generale FLC CGIL Cataniaha rappresentato un punto fermo di tutele e garanzie, e che oggi è mortificato da provvedimenti miopi che per nulla rispecchiano quel moderno strumento normativo al passo con il profondo mutamento sociale, che pure servirebbe all’Italia”.

All’assemblea che si è tenuta nell’aula magna della scuola Pizzigoni a Catania, presenti, oltre alla segretaria FLC CGIL, anche i rappresentanti di Cisl, Ferdinando Paglierisi, e Snals, Rosamaria Tribulato, i temi caldi affrontati dai tanti intervenuti sono stati soprattutto quelli legati al contratto collettivo che non viene rinnovato dal 2006, e fermo dal punto di vista economico al 2009, i bonus sulle pensioni, e ancora, la stabilizzazione di migliaia di precari storici tagliati fuori dalla legge 107/2015, la cosiddetta Buona scuola, e il riconoscimento del valore del lavoro del personale ATA: amministrativi, tecnici e ausiliari, le cui condizioni di lavoro, senza garanzie di stabilità né continuità professionale, non sono più sostenibili.

Sono ancora migliaia i docenti esclusi che hanno diritto alla stabilizzazione in base alla sentenza della Corte di giustizia Europea – ha commentato la segretaria Distefano – e ce ne sono altrettanti che ne avrebbero diritto per avere prestato servizio nelle scuole per decenni. Per questo diciamo che serve un nuovo piano di stabilizzazione. Per non parlare del personale ATA per il quale la legge 107/2015 non ha aperto alcuno spiraglio: né scorrimento di graduatoria né sblocchi di assunzioni. Il lavoro è un tema che tocca tutti. Ecco perché venerdì saremo al fianco dei lavoratori del teatro Stabile. Non è solo questione di solidarietà, dobbiamo tornare a essere uniti e tanti, solo così potremo sperare di incidere sulle decisioni di un Governo, che si dimostra, ancora una volta, sordo”.

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Alla protesta aderiranno i docenti, il personale ATA, sia precario che di ruolo, e i comparti ricerca, università e AFAM.

Redazione NewSicilia



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