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Il Concorsone della vergogna: più della metà sono bocciati. In Sicilia mancano i risultati

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23 ago 2016 - 17:56

PALERMO - Un Concorsone clamoroso: 63.712 i docenti da assumere e i numeri non sono quelli che ci si aspettava.

Una primissima prova? In Sicilia non ci sono ancora i risultati: una cosa gravissima con l’inizio della scuola alle porte e cattedre da assegnare. Ma siamo sicuri che verranno assegnate? No, perché facendo un piccolo conticino, l’ultima ricerca di Tuttoscuola ci dice che il 55,2% non è stato ritenuto all’altezza e che non è stato ammesso agli orali: il ‘contentino’ per il Sud è che si riscontrano meno bocciati che al Nord, ma tutto è relativo.

71.448 candidati esaminati, più della metà bocciati. I numeri diventano notizia proprio al momento giusto, quando le polemiche di chi è costretto a lasciare la sua casa, il Sud, per trasferirsi nel settentrione, non terminano. Ecco che però vengono fuori anche i primi raggiri: la valutazione degli scritti è clamorosamente in ritardo e tra l’altro sui commissari si è già innalzato il polverone delle paghe (50 centesimi per ogni prova scritta): solo il 62%, come riporta il Corriere della Sera, riuscirà a concludere tutte le procedure in tempo utile. Cosa significa?

Molto semplice rispondere: se le 825 commissioni e le 202 sottocommissioni non termineranno nel lasso di tempo previsto, a sedersi sulle cattedre potrebbero essere al 99% chi è iscritto alle graduatorie ad esaurimento o i supplenti tra i quali, pensate un po’, figurerebbero docenti appena bocciati. Ma le cattedre che salteranno saranno 23 mila. 

Prove difficili? Professori impreparati? Quello che si denota è che c’è una scarsa capacità di comunicazione scritta soprattutto nella sequenza logica e nell’elaborazione del testo e, addirittura, i commissari si sono chiesti se alcuni fossero stranieri per la mancata padronanza della lingua italiana. Su 175 mila candidati solo 40 mila saranno ritenuti meritevoli: minimo storico, senza precedenti. Per molte classi di concorso ci sarà un eccesso di candidati vincitori che non potranno muoversi dalle proprie regioni e che quindi non ricopriranno i posti vacanti, presenti specialmente al Nord.

Ma tornando alla nostra Sicilia, abbiamo contattato Michele Vivaldi, componente della segreteria Flc Cgil Scuola in merito al ritardo delle pubblicazioni dei risultati nel territorio isolano: “Il fatto è molto grave per tutto il sistema scuola Sicilia. Purtroppo molti colleghi devono lasciare casa propria per essere assunti in regioni dove c’è la disponibilità: tutto frutto di politiche e polemiche. Se in Sicilia ci fosse un’organizzazione valida come quella della Lombardia o della Toscana, si avrebbero delle pari opportunità nella nostra regione. Mancano gli elementi strutturali e di sistema, il che significa una richiesta più ampia di organico”.

E sulla scuola dell’infanzia tutto tace: “Altro segnale negativo, aldilà della campagna del ministero dell’Istruzione. Riteniamo che la scuola dell’infanzia sia il mattone dell’impalcatura della conoscenza perché permette la crescita del cittadino di domani, quindi ciò è inammissibile”. 

Come andrà a finire? 

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Gabriele Paratore



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