Testimonianza

Caos GaE, docente racconta la sua storia: “Dopo 16 anni mi ritrovo senza certezze”

francesca-pulvirenti
14 ott 2016 - 18:01

CATANIA - Quella che vi raccontiamo oggi è la testimonianza di una docente dell’infanzia, Francesca Pulvirenti, in merito all’eterna lotta che, al giorno d’oggi, ogni maestra o professoressa deve affrontare alla ricerca di un posto di ruolo.

La docente ha deciso di raccontare la sua storia a noi di NewSicilia durante la manifestazione di questo pomeriggio davanti alla sede della Cgil per denunciare una mancata tutela da parte dei sindacati rappresentativi nei confronti di molti docenti dell’infanzia.

“Mi chiamo Francesca Pulvirenti e sono un’insegnante inserita nella GaE (Graduatoria ad Esaurimento) dall’ultimo concorso che ho effettuato nel lontano 1999. La mia storia è molto simile a quella di molte altre colleghe con le quali da tanti anni contribuiamo a mandare avanti la scuola dell’infanzia con il nostro lavoro a sostegno dei bambini”.

“Ma adesso con la recente legge 107 ci siamo viste portate via il lavoro. Nonostante non abbia un’abilitazione sul sostegno, da sette anni ne ho acquisito un’esperienza grazie a degli incarichi annuali in deroga con i quali ho potuto maturare delle competenze che mi hanno, ovviamente, formata mettendomi in gioco in un’altra realtà”.

“Non mi sono mai posta alcun limite, ho sempre accettato qualsiasi supplenza mi venisse proposta con l’intento di fare esperienza, accumulare nuove competenze e di dimostrare la mia voglia di esercitare questo mestiere. Ma a volte la voglia di fare non basta da sola“.

“Con la nuova legge 107 noi precari della GaE abbiamo deciso di fare domanda per il piano funzionale. Personalmente ho fatto richiesta in ben 100 province ma, con grande rammarico, il 2 settembre ho avuto come risposta dal Miur che non ero stata destinataria di alcuna proposta di assunzione. Oltre al danno anche la beffa quindi!”.

“Ho studiato e cercato di capire a fondo questa legge per prepararmi il più possibile alle conseguenze che comportava. Infatti io ed altre colleghe siamo state accusate di non aver avuto il coraggio di effettuare questa domanda. Molte non l’hanno inviata per motivi familiari e personali ma io ci ho creduto fino in fondo ma come risposta non ho ottenuto un bel nulla ed oggi, dopo 16 anni di insegnamento, mi ritrovo senza certezze e senza un posto di lavoro”.

Carlo Marino



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