Riforma

“Concorsone”, 400 i docenti bocciati:
in Sicilia le cattedre restano vuote

scuola
19 ago 2016 - 12:48

PALERMO - Abilitati all’insegnamento dalle università siciliane, ma bocciati senza pietà dalle commissioni del “concorsone” a cattedre previsto dalla riforma della “Buona scuola”. Sono già quasi quattrocento i posti che, secondo le commissioni, non potranno essere assegnati in Sicilia per mancanza di docenti all’altezza di entrare in classe.

E il bilancio è ancora provvisorio, secondo quanto riporta La Repubblica, edizione locale Palermo. Posti che, spiega Maria Padalino, vice provveditore agli studi di Palermo, “saranno coperti dai precari delle graduatorie ad esaurimento o d’istituto“.

Anche se ancora non si conosce l’esatta entità dei posti liberi. Posti che difficilmente potranno andare ai neoimmessi in ruolo siciliani ai quali sono state assegnate cattedre in altre regioni. È quello che emerge, come riporta il quotidiano, dai risultati degli scritti pubblicati finora dall’Ufficio scolastico regionale, che gestisce la procedura: in totale, 41 classi di concorso e ambiti disciplinari (raggruppamenti di materie “simili”, come Inglese alla media e al superiore) su 50 per cui la selezione è unica. Anche se mancano ancora all’appello quelle con il maggior numero di candidati: infanzia e primaria, tra tutte.

Aspiranti prof particolarmente ignoranti e atenei siciliani di manica oltremodo larga nell’attribuire le abilitazioni o selezionatori siciliani iperseveri, più di quanto non lo siano stati finora i colleghi delle altre regioni italiane? Non è facile dirlo.

L’unica certezza è che in Sicilia mai prima d’ora le selezioni per un concorso a cattedra erano state così ardue. E il concorsone che dovrebbe reclutare i docenti per la scuola 2.0 immaginata dalla riforma Renzi/Giannini, anche nell’Isola, sta passando alla storia (scolastica) più che per l’alto numero di posti messi a concorso – 63.712 a livello nazionale, di cui 4.110 in Sicilia – per l’elevato numero di bocciati registrati finora e per la lentezza con cui stanno procedendo i lavori, falcidiando ben due aspiranti maestri e professori su tre. Un record.

Redazione NewSicilia



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