Sciopero

“Buona Scuola”: continua il blocco degli scrutini tra le polemiche

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12 giu 2015 - 06:40

CATANIA - Gli insegnanti continuano ad aderire in massa al blocco degli scrutini contro il disegno di legge di riforma della scuola, ora in discussione al Senato Docenti in sciopero all’I.C. Quasimodo – Padre Santo Di Guardo, all’I.C. Fontanarossa, al Liceo Artistico Emilio Greco, al Liceo Classico Spedalieri, al Liceo Classico Cutelli, al Liceo Lombardo Radice, all’I.C. Parini, all’ITIS Cannizzaro, all’Istituto Eredia Deodato, all’Istituto Tecnico Aeronautico Ferrarin, all’I.C. Vespucci, al Boggio Lera di Catania;  all’I.C. Guzzardi e alla scuola secondaria di primo grado Mazzini di Adrano; al Liceo Scientifico Leonardo di Giarre; all’I.C. Federico II di Svevia e all’I.C. Leonardo da Vinci di Mascalucia.

C’è la possibilità che per garantire lo svolgimento degli esami di Stato gli scrutini vengano riconvocati in orario notturno o nel fine settimana, o addirittura a Luglio, ma i docenti sono disposti a questo sacrificio per dimostrare la propria contrarietà al progetto di riforma governativo pur assolvendo in tempi certi alla valutazione finale degli alunni. La riforma viene contestata perché anziché rinnovare un contratto fermo dal 2008 e contrastare la continua riduzione dei fondi, aderisce a logiche aziendaliste. Attribuisce inoltre ai dirigenti la discrezionalità sui docenti da assumere, in sostituzione delle attuali graduatorie di merito.

“Sono precario da 21 anni e voglio entrare di ruolo come tanti miei colleghi nella mia stessa situazione. Sto combattendo e continuerò a combattere questa riforma perché produrrà ancora più precariato e, con il potere che attribuisce ai presidi, cancellerà per sempre dalla scuola pubblica l’equità che viene invece garantita dalle graduatorie di merito. Per non parlare poi dei milioni di euro che verranno erogati alle scuole private sempre a discapito delle scuole pubbliche. Il blocco degli scrutini rappresenta un gesto forte che vuole manifestare un grande dissenso nei confronti di questa riforma disastrosa” - osserva il professore Giuseppe Guzzardi, docente presso la scuola secondaria di primo grado “Mazzini” di Adrano.

Ma non tutti i docenti condividono la scelta del blocco degli scrutini, in alcuni Istituti si è creata una vera e propria guerra tra chi ha scioperato e chi invece ha continuato a scrutinare, pur non condividendo la Riforma. “Secondo me è un’azione inutile; i colleghi, bloccando gli scrutini, stanno creando disagio a scuola, non fuori, non stanno quindi concludendo nulla” – afferma il professore Pietro Fioritodocente presso la scuola secondaria di primo grado “Mazzini” di Adrano.

La quasi totalità dei docenti è comunque compatta nel sostenere che, il disegno di legge “Buona scuola” minaccia di negare il ruolo fondamentale della scuola stessa come luogo di formazione e crescita, nel rispetto dei valori costituzionali della Repubblica e della libertà di pensiero e di insegnamento per imporre una visione verticistica della scuola. “E’ una riforma pessima! Siamo in mobilitazione da marzo e la respingiamo in toto. Non risolve affatto il problema del precariato perché non ripristina le cattedre tagliate dalla Riforma Gelmini. La riforma produrrà una nuova migrazione degli insegnanti del sud al nord, perché è lì che ci saranno più cattedre e ciò causerà un ulteriore impoverimento del tessuto sociale del Mezzogiorno. Il governo vuole costruire una scuola autoritaria, dove tutto sarà in mano al preside che potrà addirittura scegliersi i suoi docenti e la scuola sarebbe l’unico ramo della Pubblica Amministrazione dove succederebbe una cosa del genere. Con questi poteri attribuiti al preside il CCNL non avrebbe più motivo di esistere! Siamo contenti che in Senato la Riforma si stia fermando. Con lo sciopero del 5 Maggio, il blocco delle prove Invalsi e adesso con quello degli scrutini stiamo dimostrando che la scuola è unita e compatta nella lotta al ddl” - osserva Luca Gangemi, insegnante di sostegno al Lombardo Radice, RSU e coordinatore catanese contro il ddl.

Raccogliamo anche l’opinione del professore Totò Baglìo che insegna al Liceo Classico Mario Cutelli di Catania e che invece non ha aderito al blocco degli scrutini: “Non considero il ddl una Riforma, ma semplicemente una manovra economica subdola e irrealizzabile. Non contiene alcun progetto didattico né fondamento pedagogico utile per gli studenti. Non condivido il blocco degli scrutini come forma di protesta, è un’azione inutile e  autolesionistica: alunni e famiglie non se ne accorgono, la risonanza mediatica è scarsissima e il governo lo ignorerà”.

Continuiamo ad attendere il percorso del ddl in Senato.

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Giusi Lo Bianco



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