Iniziativa

Analisi di mercato, progetti e servizi: l’alternanza scuola-lavoro sarà utile?

Igs e Students Lab
7 mag 2016 - 06:22

CATANIA - Sarà utile o no?

Questa la domanda che ci si pone quando si parla di alternanza scuola-lavoro, un progetto previsto nel programma della “Buona Scuola” di Matteo Renzi.

È Students Lab l’associazione che dà vita all’idea con i suoi tutor che agiscono in tutta Italia e sono già in corso le prime competizioni. Partner tecnico in Italia di Students Lab è IGS s.r.l che mira alla crescita del capitale intellettuale e alla formazione degli studenti all’etica degli affari e della legalità.

Le regioni italiane coinvolte sono 15, tra cui la Sicilia, e anche 7 nazioni europee: 200 mila gli studenti che partecipano al progetto, 100 aziende coinvolte, 200 giovani trainer, più di 150 eventi tra cui fiere e 800 laboratori circa attivi.

Vediamo però come si compone nel dettaglio: il progetto non è partito esattamente unanime, alcune scuole hanno iniziato a febbraio e altre a marzo, a causa di mancanza di partnership con delle aziende partecipanti all’iniziativa. Il laboratorio è stato previsto dalle classi terze in poi, che hanno potuto scegliere il loro indirizzo: .biz, .tech o .com.

Il primo è un laboratorio d’impresa, dove i giovani ideeranno la loro business idea fabbricando e vendendo prodotti e servizi reali con l’obiettivo di apprendere i principi di funzionamento di un’impresa; nel secondo indirizzo gli studenti dovranno realizzare concretamente prodotti ad alto contenuto tecnologico, risparmio energetico e/o fonti rinnovabili con l’obiettivo di applicare concetti teorici che si apprendono in ambiente scolastico. Alcuni suggerimenti dati da Students Lab sono un auto parking intelligente, valigetta multimediale o alimentazione di emergenza; il .com invece si basa su prodotti e servizi di comunicazione a 360° suddividendosi in campagne marketing e campagne di sensibilizzazione. Le mini imprese verranno associate ad un’azienda partner con l’intento di svolgere delle analisi di mercato, di utilizzare nel giusto modo i social network e lo sfruttamento massimo delle nuove tecnologie mondiali.

Ogni classe viene divisa in 2 mini imprese che si occuperanno di cose differenti, utilizzando la metodologia del Jigsaw Classroom, e utilizzando il “Learning by doing” ovvero “Imparare facendo”. Il ruolo dell’insegnante, se pur a primo impatto tagliato fuori, è di fondamentale importanza poiché farà da ponte tra il lavoro del trainer e i ragazzi in aula, influenzando in maniera rilevante la buona riuscita o meno dei progetti.

Il trainer invece è colui, o colei, che stimola l’interesse degli studenti, li motiva mantenendo un clima positivo e presiede 10 incontri prima della fiera in un centro commerciale. 

In una piccola società per azioni, ad esempio, i ragazzi hanno la possibilità di firmarne 5 a proprio nome: ogni azione ha un valore di 3 euro, pertanto è importante la ricerca di sponsor, il sapersi relazionare con gli altri e utilizzare le migliori strategie per vincere.

Per quanto riguarda le fiere, della durata di 8 ore, partiranno innanzitutto quelle locali, dove aziende di diversi licei si “sfideranno” sotto gli occhi della giuria, che voterà e sceglierà l’impresa, o le imprese, migliore che passeranno alla competizione regionale. Se l’impresa vincerà anche quella regionale, passerà a quella nazionale. Vincendo anche questa si passerà alla competizione internazionale.

In Sicilia? Come procede? Sono tante le mini imprese nate in questo periodo, tra cui Underscore ed Hermes di cui vi abbiamo parlato, ma l’esempio più eclatante è la People fondata da studenti del liceo Lombardo Radice che ha vinto la fiera del centro commerciale Porte di Catania e che ha partecipato alla pulizia dell’Anfiteatro Romano di via Etnea, camminando con le proprie gambe.

Abbiamo sentito una tutor del laboratorio, Eleni Nicolosi: “Posso assicurare che le fiere e i momenti della premiazione sono davvero emozionanti per tutti gli studenti, soprattutto per chi vince. Il progetto, promosso in accordo con Enterprise Education Trust intende diffondere e trasferire ai ragazzi conoscenze e competenze di cultura d’impresa, oggi di fondamentale importanza vista la competitività del mondo del lavoro. Da questo percorso i ragazzi verranno a conoscenza di alcuni contenuti come il business plan /piano di comunicazione, la comunicazione aziendale e visibilità”.

Com’è essere una tutor?

“Molto bello. Il trainer deve essere una persona empatica, capace di gestire un gruppo, autoritario quando necessario, deve saper comunicare in maniera semplice e diretta senza porre barriere alla comunicazione: deve cercare di individuare le singole risorse, spesso sconosciute dagli stessi ragazzi, e cercare di valorizzarle nel lavoro”.

Non è ancora chiaro quanto questo progetto possa servire per ogni ragazzo siciliano, o italiano, ma rimarrà sicuramente un’esperienza o anche un vero e proprio impiego per chi lavorerà davvero in questo settore.

Gabriele Paratore



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