L'intervista

3+2, Pignataro fa il mea culpa: “Problemi di organizzazione”

rettore
15 ott 2015 - 06:32

CATANIA – “Ci sono problemi relativi alla riorganizzazione che, in quanto Università, abbiamo compiuto per effetto della riforma 3+2. Una delle conseguenze di questa cattiva gestione consiste, per alcuni corsi di laurea, nell’appesantimento del primo livello rispetto a quello magistrale: ecco una delle cause dei ritardi nel completamento degli studi e quindi nell’inserimento nel mondo del lavoro”.

Fa il mea culpa Giacomo Pignataro, il rettore dell’Università di Catania che risponde alle nostre domande senza autorefenzialità, tracciando un quadro puntuale e onesto riguardo all’offerta formativa degli atenei italiani e, nello specifico, di quello etneo.

La riflessione di Pignataro, però, è a tutto tondo e riguarda anche la scarsa maturità del mondo del lavoro, le imprese e la pubblica amministrazione, incapaci di assorbire i giovani che dispongono unicamente di lauree di primo livello.

 
 

Continua, quindi, la nostra inchiesta riguardo al “3+2″ e alla difficile spendibilità degli attuali titoli universitari nel mondo del lavoro. Nei giorni scorsi, infatti, abbiamo delineato un quadro complessivo riguardo alla riforma universitaria che più di tutte ha rivoluzionato il mondo dell’istruzione, e continuiamo a stringere il focus su ciò che accade nell’ateneo etneo.

L’ammissione da parte di Pignataro riguarda anche il caso del dipartimento di Scienze umanistiche dove l’offerta formativa di molte lauree triennali appare molto simile a quella delle magistrali: “C’è molto da fare, stiamo già lavorando e lavoreremo ancora su questi punti quotidiani all’ordine del giorno”.

A sedici anni di distanza dall’attuazione della riforma, la sensazione avvertita da parte di molti studenti rimane quella di una evoluzione/involuzione. In soldoni quello in questione appare come un caso in cui si vuole raggiungere il grande obiettivo dell’integrazione con il modello europeo, senza partire però da un rimodellamento delle basi.

Tiene conto di ciò il rettore Pignataro e dichiara che bisogna accettare l’evoluzione, ma soprattutto adeguarsi in termini di piani di studio, in quanto le nuove tecnologie impongono la formazione di figure professionali diverse da quelle classiche.

Lo studente e la didattica ancora al centro del dibattito anche domani. Nell’insieme di concause che genera disoccupazione e malcontento giovanile, non va trascurata la difficile situazione economica che la Sicilia sta vivendo. 

Ecco perché pubblicheremo un servizio sull’esperienza di dieci ragazzi che hanno scelto di andare a cercare fortuna al nord: poche settimane di permanenza e hanno già effettuato molti colloqui.

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Vittoria Marletta



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